Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia “Resuscitare” animali: la de-estinzione.

“Resuscitare” animali: la de-estinzione.

2022
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L’emergente campo della de-estinzione ci mostra quanto sia sottile il limite tra scienza e fantascienza. Grazie ai progressi dell’ingegneria genetica quello che pochi decenni fa era considerato impensabile adesso si sta rivelando possibile: riportare in vita animali estinti tramite clonazione. Questa prevede l’inserimento del DNA della specie estinta nel nucleo delle cellule uovo di un suo “discendente”. In questo modo si causa lo sviluppo embrionale e la nascita di un organismo geneticamente modificato che, anche se non è perfettamente identico a quello della specie estinta, gli è molto somigliante.

Quali animali estinti possono essere riportati in vita? Per poter “resuscitare” una specie bisogna rispettare alcuni importanti fattori. Innanzitutto bisogna trovare campioni di DNA in ottimo stato per poter clonare con successo. Poi bisogna vedere se ci sono habitat in cui consentire la vita a quella determinata specie: la causa principale dell’estinzione è infatti quella della mancanza di un habitat naturale, sia a causa di processi naturali, ma soprattutto a causa dell’uomo.

Considerando questi parametri principali ed anche altri è stata fatta una lista dei migliori 24 candidati da riportare in vita. Da uccelli come il piccione migratore delle Americhe, a piante, come la palma dell’isola di Pasqua; dai piccoli insetti, come la farfalla Glaucopsyche Xerces, a grandi mammiferi marini, come la foca monaca dei Caraibi. Poi c’è l’uro, il predecessore dei moderni bovini, o il dodo, un buffo uccello inadatto al volo.

Ma quali conseguenze può avere questa de-estinzione? E quanto bisogna essere prudenti? Sovente nella storia si è sempre trovato il modo di sfruttare il progresso e le scoperte scientifiche come arma contro noi stessi, come ad esempio abbiamo fatto con la bomba atomica. E’ forse possibile che dei geni del male istituiscano eserciti di dinosauri giganti per attaccare e mettere in pericolo l’umanità? Fortunatamente è poco probabile, principalmente perché il DNA dei dinosauri è troppo vecchio e “degenerato”, e quindi non rimarrebbe altro che creare eserciti di buffi uccelli che non sanno volare (il che sarebbe alquanto inutile). Ciò non vuol dire che non dobbiamo essere prudenti: bisogna fare attenzione  alle conseguenze che potrebbe portare l’inserimento di animali in ecosistemi inadatti, causando l’estinzione di molte più specie a causa dell’introduzione di una sola nuova.

In conclusione sembra che questa de-estinzione sia qualcosa di positivo, sia perché è un occasione per risanare il nostro senso di colpa dovuto all’estinzione di numerosissime specie, sia perché gioverebbe alla bellezza della biodiversità. Bisogna però nel progresso essere prudenti e cercare di imparare qualcosa dal nostro passato.

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