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Riportare in vita le specie animali estinte: la de-estinzione tra progresso scientifico e dibattito etico

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Charles Darwin introdusse un nuovo concetto di evoluzione che segnò in modo profondo la filosofia e la scienza successiva alla sua rivoluzionaria definizione. Secondo il naturalista britannico l’evoluzione è un processo di selezione naturale che determina la sopravvivenza di un individuo di una data specie rispetto ad un altro. L’individuo con i caratteri favorevoli alla sopravvivenza avrebbe garantito il progredire della specie, mentre l’individuo con caratteri sfavorevoli non sarebbe in grado di sopravvivere. È dunque per via della selezione naturale che alcune specie si sono estinte ed altre invece sono sopravvissute.

Oggi, grazie ai numerosi progressi avvenuti nel campo della biologia molecolare, saremmo teoricamente ormai in grado di riportare in vita numerose specie estinte.

Lo scopo della de-estinzione è quindi quello di riportare in vita esseri viventi estinti centinaia o migliaia di anni fa grazie ai resti del loro DNA e a quello dei loro parenti più prossimi.

Perché la de-estinzione abbia luogo bisogna essere in possesso delle cellule dell’animale che si vuole “riportare in  vita”, per esempio un mammut, sequenziarne il codice genetico, per poi poter attuare due procedimenti distinti che in entrambi i casi porteranno ad avere una cellula dell’animale preso in esame. Tale cellula verrà poi iniettata nell’ovulo di una specie geneticamente simile a quella che si vuole “riprodurre” (ad esempio di un elefante nel caso del mammut) e si attenderà l’esito positivo di una gravidanza. Nel caso del mammut dunque, se la gravidanza va a temine con successo dall’elefante dovrebbe nascere un piccolo di mammut, non necessariamente uguale ad un vecchio mammut ma che certamente gli somiglierà

Tuttavia, tra gli animali che gli scienziati vorrebbero “resuscitare” non c’è solo il mammut, ma anche il dodo, la tigre della Tasmania, la tigre dai denti a sciabola  e almeno altre venti specie.

Come si può ben intuire, il dibattito sulla de-estinzione è molto accesso. Per alcuni il procedimento presenta numerosi aspetti positivi: si potrebbero infatti riportare in vita specie chiave con effetti benefici sull’ecosistema, inoltre sarebbe possibile studiare gli organismi reintrodotti ed accrescere le nostre conoscenze su di loro e sul loro impatto con l’ambiente. Inoltre, grazie alle tecniche di de-estinzione, saremmo anche in grado di intervenire su animali ancora esistenti, ma in via di estinzione prima che sia troppo tardi. Al contrario però, c’è chi sostiene non solo che attuare la de-estinzione sia una forma di narcisismo dato che alcune specie si sono estinte per mano dell’uomo, ma anche che la rinascita di specie antiche necessita la ricostruzione di un ecosistema a loro favorevole, attualmente inesistente.

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Moriconi Marta
Liceo Scientifico "R.Casimiri" - Gualdo Tadino

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