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Salvatore Natoli sul rapporto tra Etica e Scienza

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Etica e scienza. Le scoperte scientifiche e la ridefinizione dei codici morali.

di Marica Remoli

La storia delle conquiste scientifiche è anche la storia dell’evoluzione delle convenzioni morali in uso nella nostra società. Nell’ultimo secolo, l’avanzamento tecno-scientifico ha rivoluzionato enormemente le possibilità dell’uomo, ridefinendo non solo il suo stile di vita, ma anche la sua percezione della realtà e i suoi valori. Il concetto di “valore”, infatti, nel corso degli ultimi decenni ha assunto grande volatilità, un processo realizzatosi contestualmente alla ridefinizione dei confini tra “bene” e “male”. Concetti quanto mai labili e soggettivi. La dilagante perdita di fiducia nelle verità assolute postulate dalle ideologie e dalle religioni, ha fatto evaporare il carattere oggettivo del processo di distinzione tra ciò che si ritiene eticamente corretto o scorretto. Lentamente, l’osservazione critica  della realtà secondo canoni restrittivi ben definiti – giusto, sbagliato – è diventato uno schema non più facilmente applicabile, non più riconoscibile, ma qualcosa di soggettivamente valutabile. Non solo una concezione filosofica dei fatti, bensì una realtà tangibile che ha visto la sua nascita, probabilmente,  a partire dagli anni ’70 del Novecento, quando una percezione Postmodernista del mondo cominciava ad espandersi in maniera pervasiva, segnando una rottura socio-antropologica con il passato.

Ma come si è realizzato questo spostamento della coscienza umana? Basta seguire la linea cronologica della storia dal Novecento in poi per individuare i fenomeni fautori del nuovo metodo di valutazione della realtà. Non solo avvenimenti politici, economici e sociali: anche le grandi conquiste scientifiche hanno contribuito significativamente a rimodellare i codici morali della società. Eventi scientifici che, ad ogni modo, non possono essere decontestualizzati dallo sfondo storico perché essi stessi ne fanno parte e sono, talvolta, frutto di scelte politiche ben precise. Basti pensare allo sbarco dell’uomo sulla Luna o, ancora, alle scoperte scientifiche in campo militare come la bomba atomica o le armi chimiche. È  molto articolato il percorso evolutivo socio-antropologica che ci ha condotto alla relatività delle convenzioni morali. Insomma, per effetto di un gap culturale, l’uomo del 2013 valuterebbe diversamente i fenomeni della vita rispetto all’uomo del 1950. Ciò che allora poteva embrare “vero” o “giusto” o “sbagliato”, oggi non è più tale.

Alla III Festa di Scienza e Filosofia daremo conto del dibattito etico-filosofico in ambito scientifico. La discussione in merito è quanto mai ampia e vivace nei vari livelli della società: dagli operatori del settore come uomini di scienza e filosofia fino ai politici, dalle autorità religiose alla società civile. L’intensità del dibattito è data, ovviamente, dalla profonda importanza dei temi etico-scientifici in discussione in questo momento storico, tra cui spicca quello della concezione della vita, ormai in continua mutazione. Sarà un ospite di eccezione a introdurci in questo dibattito: Salvatore Natoli, filosofo di fama internazionale, da sempre impegnato nel campo dell’etica e dei valori in mutazione. Attivo anche nella divulgazione filosofica e culturale come docente e prolifico scrittore, ha preso parte alla trasmissione di Rai educational “Il Grillo” che vede studenti liceali a confronto con i grandi esponenti italiani del sapere. Proprio in questa occasione ha più volte affrontato il tema dell’etica e, sicuramente, non avrebbe potuto fare altrimenti in questo preciso momento storico contraddistinto da un fenomeno che la società definisce all’unanimità come “perdita dei valori”.

L’ampiezza del dibattito morale si è ormai esteso a dimensioni planetarie, tanto da arrivare a comprendere non solamente il progresso scientifico ma anche il ricorso all’innovazione tecnologica.   Ma quali sono le questioni principali a cui ruota attorno la questione morale? In prima fila non può mancare la manipolazione in laboratorio della vita. Si pensi, ad esempio, alle scoperte scientifiche che hanno introdotto cambiamenti epocali nell’esistenza dell’uomo. Solo per citarne alcuni: l’impiego di cellule staminali nella medicina rigenerativa di tessuti ed organi danneggiati, la fecondazione assistita o in vitro per superare gli ostacoli naturali al concepimento di una nuova vita, il sostegno artificiale delle funzioni vitali, la pillola per la contraccezione ormonale, il trapianto di organi o la trasfusione di sangue, la clonazione, l’ingegneria genetica che genera organismi geneticamente modificati o, ancora, che permette di produrre insulina e ormoni in grado di curare infermità e deficienze.

Un ampio ventaglio di nuove possibilità a disposizione, a servizio dell’umanità, che testimonia la misura del grande potere che la scienza sta acquisendo, ricerca dopo ricerca, alzando sempre di più la posta in gioco nella sfida umana. È proprio il potere il tema chiave di un dibattito etico sempre più articolato che divide l’opinione pubblica

Pur nella condizione attuale, in cui l’universalità dei valori etici si è sublimata in un relativismo “selvaggio”, Natoli sostiene che “c’è la possibilità di ripensare i valori in termini diversi, perché per quanto i valori siano problematizzati, gli uomini, senza valori, non possono vivere”. E in ambito scientifico, come si possono ridefinire i codici morali? Qual è lo stato attuale del dibattito etico? Queste e altre domande troveranno risposta  alla III Festa di Scienza e Filosofia, in programma a Foligno dal 2 al 5 maggio, alla conferenza “Etica e scienza. Le scoperte scientifiche e la ridefinizione dei codici morali” di Salvatore Natoli.

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