Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Giulianella Coletti e la Festa su Caterpillar Radio2

Giulianella Coletti e la Festa su Caterpillar Radio2

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“Democrazia diretta e dittatorialità, cosa ci dice la matematica”. L’hanno voluto sapere anche i conduttori della trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio 2, Sara Zambotti e Massimo Cirri, che ieri pomeriggio hanno intervistato telefonicamente in diretta dalla Festa di Scienza e Filosofia la prof.ssa Giulianella Coletti, docente di probabilità e statistica matematica all’Università degli Studi di Perugia, poco dopo la sua conferenza.  Ascolta il Podcast (clicca qui) dell’intervento della prof.ssa Coletti a Radio 2, dal minuto 12:15.

“Oggi un po’ in ritardo ci siamo accorti di una bellissima Festa, la Festa di Scienza e Filosofia che si tiene in questi giorni a Foligno in Umbria – hanno esordito i vulcanici conduttori di Caterpillar – e che porprio in questi momenti all’interno di questo bel festivalone c’era una professoressa di matematica che parla di democrazia diretta e dittatorialità dal punto di vista della matematica”. Di seguito riportiamo l’intervento della prof.ssa Giulianella Coletti ai microfoni di Radio 2.
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“Cosa ci può dire la matematica su quella che si chiama scienza sociale, su come aggregare i voti o le preferenze di n gruppo di persone? Nella dittatura in qualche modo succede che ad ogni insieme di preferenze di persone si fa corrispondere un’unica lista che è quella dell’unica persona che conta, cioè il dittatore. Mentre la democrazia diretta prende un numero di persone, un numero di oggetti, fa espirmere delle preferenze alle persone su un numero di oggetti che a loro volta possono essere persone e poi con un qualche meccanismo di aggregazione, quello che si chiama scienza sociale, restituisce in qualche modo una preferenza che è la preferenza sociale, naturalmente, cercando di stare il più aderente possibile alle preferenze individuali. La matematica, però, ha dimostrato, con un teorema detto “di Impossibilità” nel 1952 da Harrow, premio Nobel per l’economia, che se uno vuole un metodo che funzioni sempre e che abbia delle caratteristiche basilari  – tipo: se tutti mettono A davanti a B, la scelta sociale A deve essere davanti a B, oppure rispettare l’unanimità, e la libertà individuale di scegliere come ci pare, e che impedisca la manipolabilità del voto –  allora, l’unico possibile metodo di aggregazione è la dittatura. E questo è drammatico. In realtà, il punto è che non si può escludere che ci sia un dittatore.
Naturalmente ci sono dei metodi che, se uno rinuncia a qualcosa, in certi momenti possono valere. In sostanza, non c’è un metodo perfetto. La matematica, comunque, dà risposte non ideologiche e questo è fondamentale, dà delle risposte definitive, quando viene presa nella sua essenza di disciplina ipotetico-deduttiva. Che ci dice la matematica? Intanto, dimostra come, sebbene si faccia presto a dire democrazia diretta,  la scelta del metodo di aggregazione può far cambiare completamente il vincitore e questo è fondamentale che si sappia”.