Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Dna espanso, Boncinelli: “Si può creare vita completamente nuova”

Dna espanso, Boncinelli: “Si può creare vita completamente nuova”

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di Marica Remoli

Gli scienziati dello Scripps Institute di La Jolla, in California, hanno ottenuto il primo organismo vivente con un Dna semisintetico in grado di replicarsi. I ricercatori hanno creato una nuova coppia di basi azotate, nuove rispetto a quelle esistenti in natura (adenina, timina, citosina e guanina, chiamate A, T, C, G) e presenti nel Dna come lo conosciamo. Questa nuova coppia di basi, denominate X e Y, è stata introdotta nel Dna di un batterio di Escherichia coli, ed è stata accolta. Dunque, questo Dna modificato, il cosiddetto Dna “espanso”, si replicherà e questo codice genetico semisintetico potrà trasmettersi alla progenie del batterio soggetto dell’esperimento. La novità consiste nel fatto che questa nuova coppia di basi X e Y è stata perfettamente tollerata dalla cellula di Dna, senza produrre anomalie e senza essere espulsa.

Abbiamo intervistato il prof. Edoardo Boncinelli, genetista e docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e referente scientifico della Festa di Scienza e Filosofia, per comprendere l’importanza della scoperta.

boncinelliProf. Boncinelli, cosa signica “Dna espanso”?
Il Dna consiste di una sequenza ripetuta di 4 basi azotate esistenti in natura, A T C G. Però, la chimica è capace costruire altre basi azotate, che in natura non si trovano nel Dna, e che hanno proprietà simili a queste. L’uomo le ha costruite da tempo per vedere se si possono inserire nel Dna e se possono funzionare. Ciò che è successo nei laboratori dello Scripps Institute è che queste nuove basi azotate, messe a punto artificialmente, sono state inserite nella cellula, la quale le ha accettate. Questa scoperta segna un importante traguardo per la genetica, più sotto l’aspetto teorico che pratico. Di fatto, si è data una risposta definitiva alla domanda: “l’uomo può creare vita completamente nuova?” e la risposta è sì. È  un grande passo verso la creazione di vita artificiale.

Quali sarebbero, dunque, i campi di applicazione di questa scoperta? Quali i tempi?
Alcune delle applicazioni pratiche sono lontane. Tra quelle alla portata c’è, ad esempio, la creazione di batteri capaci di eseguire compiti utili all’uomo, ovvero ciò che Venter tenta di fare da molto tempo. Penso a batteri in grado di disinquinare l’acqua e l’aria, di produrre biocombustibili o di fare molte altre cose che a noi richiedono difficoltà e grande consumo di risorse. Questo è interamente alla portata, ma se ancora non l’ha fatto nessuno, vuol dire che non è cosi banale riuscirci. Prodotti più “lontani” nel tempo del Dna espanso potrebbero essere animali o piante con proprietà che noi vogliamo. Si può già immaginare che i bambini del futuro potranno giocare con nuovi cuccioli di animali mai esistiti in natura sinora.

E l’ipotesi di creare esseri umani superiori?
Questo si può fare anche ora, non abbiamo bisogno di queste nuove basi per creare uomini con proprietà scelte. Chissà, probabilmente tra 20 anni questo si farà.

Quando si parla di genetica e di vita artificiale, entra in ballo la questione etica.
La questione etica entra in ballo se la vogliamo farla entrare. In realtà, queste ipotesi di applicazione sono talmente tanto lontane che non c’è nessun bisogno di pensare ai risvolti etici dell’avanzamento scientifico. Ma se si dovesse iniziare ad applicare questi nuovi strumenti, allora, si potrebbe iniziare a ragionare di etica.

Qual è il punto da non valicare, per rispettare l’etica del senso comune?
L’unica barriera che ci si deve porre è quella dell’errore. Non si deve creare una forma di vita con determinate proprietà, se poi questa risulta malata, oppure, non bisogna creare una persona più bella se poi è depressa, ad esempio.

La creazione di organismi artificiali utili all’uomo, come i batteri che citava prima, a suo parere è eticamente giusto e accettabile, secondo il senso comune della società?
Assolutamente sì.

Leggi l’articolo di Edoardo Boncinelli sul Corriere della Sera.

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