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L’effetto framing nella comunicazione della scienza

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effetto framing

di Emiliano Ricci

Emiliano Ricci
Emiliano Ricci

Un tema che riveste particolare interesse nella comunicazione della scienza è il concetto di frame. Pur non esistendo una definizione univoca di questo concetto e della relativa pratica del framing, questa può essere concepita come una modalità di trattazione e narrazione di un argomento esprimendo simultaneamente il proprio modo di concepirlo.
In sociologia il termine framing si riferisce in particolare a un processo inevitabile di influenza selettiva sulla percezione dei significati che un individuo attribuisce a parole o frasi. Il framing definisce infatti la “confezione” – o la “cornice di senso” – in modo da incoraggiare certe interpretazioni e scoraggiarne altre. In altri termini, il framing esiste perché quando parliamo o scriviamo, noi creiamo un contesto concettuale a base di parole. E questo fenomeno è evidente anche quando si tratta di scienza e di tecnologia. Casi significativi di framing si osservano per esempio ogni volta che si ha a che fare con notizie riguardanti la medicina e la biologia. Ma anche in temi lontani dall’individuo e dalla quotidianità come la fisica delle particelle e la cosmologia le tecniche di framing trovano ampia applicazione.
Ma che cos’è l’“effetto framing”? Il termine inglese framing deriva da frame, che tradotto letteralmente significa cornice, o intelaiatura (ma nelle scienze sociali è ormai invalso l’uso del termine anglosassone). Con l’espressione “effetto framing” si fa riferimento all’impatto del frame sull’interpretazione soggettiva delle informazioni, dove per frame s’intende la forma data alle informazioni stesse. Per esempio, lo stesso messaggio può essere presentato in termini positivi o negativi e rimanere oggettivamente equivalente: come affermare che “la carne di manzo è magra all’80%” oppure che “la carne di manzo contiene il 20% di grassi”. Il contenuto informativo rimane invariato, ciò che cambia è il punto di vista, il lato messo in evidenza.
Il framing riguarda dunque la direzione e l’intensità d’influenza della forma del messaggio sulla sua comprensione da parte dei soggetti destinatari. Sono ormai innumerevoli le esperienze che dimostrano quanto la “cornice”, ovvero la struttura dei messaggi, ha un impatto rilevante sull’attribuzione di significato al loro contenuto.
Il framing, tuttavia, non è necessariamente un uso cattivo, perverso e manipolatore del linguaggio, piuttosto è connaturale a esso. Lo studio del framing non è solo una modalità per comprendere le scelte e i comportamenti soggettivi in relazione alla forma e allo stile con cui sono comunicate determinate informazioni, ma anche un’analisi indirizzata a scoprire la presenza di eventuali azioni manipolatorie dirette a ottenere effetti sulla percezione e sul comportamento. L’effetto perseguito può essere infatti quello di modificare l’atteggiamento di un target, ovvero di un determinato pubblico di riferimento, orientandolo verso uno specifico corso d’azione concernente la salute o il comportamento di consumo o altro ancora.

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Marica Remoli
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