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Massimo Inguscio sceglie Foligno per una delle sue prime uscite da presidente del Cnr

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Il nuovo numero uno del Centro Nazionale delle Ricerche sarà tra i 92 relatori della VI edizione della “Festa di Scienza e Filosofia” in programma dal 14 al 17 aprile

La “Festa di Scienza e Filosofia” di Foligno si arricchisce quest’anno di un altro importantissimo contributo, quello di un fisico di fama internazionale. Ad arrivare in città per la VI edizione della grande Festa culturale promossa dal Laboratorio di Scienze Sperimentali sarà infatti il neo presidente del Cnr, Massimo Inguscio. Fresco di nomina – con l’incarico affidatogli dal Ministro dell’istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini, lo scorso febbraio – il numero uno del centro nazionale delle ricerche sarà a Foligno venerdì 15 aprile. In programma una conferenza aperta al pubblico e dedicata ad uno dei principali campi in cui Massimo Inguscio ha concentrato i propri studi nella sua lunga carriera di fisico, ossia quello della quantistica. La sua attività di ricerca, a carattere prevalentemente sperimentale, riguarda infatti l’interazione tra luce laser e materia e l’ottica quantistica.

Nel terzo giorno della “Festa di Scienza e Filosofia”, dunque, il Teatro San Carlo ospiterà la conferenza dal titolo “Quanto comunicano i quanti?”. L’appuntamento è alle 18 quando lo storico teatro folignate spalancherà le proprie porte al grande pubblico, che avrà così modo di incontrare una figura di spicco del panorama scientifico internazionale. Già presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Massimo Inguscio è stato anche membro dell’Advisory Group dell’Esa e direttore del Dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia del Cnr fino al 2014. Nel corso degli anni, inoltre, ha portato alla formazione di una scuola di Fisica Atomica fortemente competitiva a livello internazionale.

Poi, come detto, nel 2016 è arrivato l’incarico di numero uno del Cnr, incarico che Massimo Inguscio considera, come dichiarato all’Ansa subito dopo la nomina, “un’ occasione per far ripartire la ricerca in Italia”. Un rilancio della ricerca che il neo presidente vede “basato sull’eccellenza e sulle razionalizzazioni delle strategie, tese a dare più spazio al reclutamento improntato sul merito e per concentrare le forze nel creare strutture e infrastrutture che possano attrarre ricercatori dall’estero”. Come lo Human Technopole Italia 2040, ossia il polo scientifico che dovrebbe sorgere a Milano, nell’area che ha ospitato Expo 2015. L’idea è quella di concentrare in 30mila metri quadrati sette centri di ricerca per un totale di circa 1500 unità impiegate tra scienziati, tecnici e amministrativi.

Un progetto che vede favorevole il presidente dell’Istituto italiano di tecnologia, Roberto Cingolani, ma anche il numero uno del Cnr, Massimo Inguscio. E proprio quest’ultimo è intervenuto sulla questione, in questi giorni, con un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica. Per Massimo Inguscio, infatti, ben venga la collaborazione tra istituti pubblici e privati quando in gioco c’è il futuro della ricerca e soprattutto della ricerca italiana, che tanto si sta facendo valere a livello internazionale. “I nostri ricercatori vengono apprezzati ovunque – ha infatti dichiarato al quotidiano romano – pubblichiamo su riviste internazionali di alto impatto e c’è una comunità scientifica che regge il confronto con il resto del mondo”.