Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia Per un giovane sarebbe meglio lavorare gratis o non lavorare affatto?

Per un giovane sarebbe meglio lavorare gratis o non lavorare affatto?

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Con l’avanzare dei tempi, con il progredire dell’economia, sono cambiati anche i parametri di assunzione nel mondo lavorativo. Se in passato vi è stato un boom economico, soprattutto riguardante il campo dell’edilizia, oggi ci ritroviamo di fronte ad un mondo che ha meno bisogno di forza fisica e più di cervelli attivi. Il lavoro, da sempre stato la più grande forma di redenzione e compimento dell’uomo, al giorno d’oggi sta diventando una meta difficile da raggiungere, e, a volte sinonimo di sfruttamento e stress. Il mondo del lavoro è diventato più competitivo che mai. Un uomo, un giovane, che vuole lavorare e che non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire. Continuamente ascoltiamo casi di disoccupazione, di difficoltà nel crearsi un futuro migliore e di trovare un posto degno di se nel mondo lavorativo. Si è instaurato nei giovani il timore del fallimento e scoraggiamento di fronte alle complicazioni della vita e del lavoro. Per un giovane disoccupato sarebbe meglio lavorare gratis, invece di non lavorare affatto in quanto può avere la possibilità di conoscere le proprie capacità a pieno ed inoltre cimentarsi in una nuova esperienza che sarà fonte di arricchimento per quest’ultimo. Lavorare gratis, forse è un’alternativa per imparare un mestiere, arricchire la propria esperienza lavorativa e perché no far valere le proprie qualità e farsi conoscere. Tutto ciò però può avvenire in modo sereno solo se dall’altro canto vi è qualcuno che sappia apprezzare le potenzialità del giovane e che lo spinga a dare il massimo, dandogli infine una sorta di appoggio nel proseguimento della carriera del giovane stesso. Il lavoro gratis è un modo molto proficuo per mobilitare la gioventù, è come una porta d’ingresso al mondo lavorativo, un modo per prepararsi e capire come funziona questo mondo. Nel lavoro l’esperienza è fondamentale. L’esperienza è la memoria, il cambiamento che avviene dentro se stessi e ci fa diventare diversi. Perciò  se non si osa, se non ci si “butta”,se non si fa esperienza per migliorare se stessi, capire ciò in cui possiamo eccellere e ciò in cui no,in noi giovani non potra mai avvenire il cambiamento, non potremo mai avere la consapevolezza di noi stessi.

In un mondo globalizzato, com’è il nostro, il giovane deve essere capace di cimentarsi in qualsiasi lavoro, capace di imparare e mettersi alla prova in qualsiasi circostanza.

Quindi, non c’è alternativa migliore ,per un giovane, di lavorare gratis. Ciò offre una crescita interiore, creando sicurezza in se e la possibilità di conoscersi. La vera libertà individuale non esiste se non c’è sicurezza, indipendenza e tenacia. La gente affamata, scoraggiata e senza lavoro è la pasta di cui è fatta la dittatura. Se non si vuole soccombere nell’incoscienza e nell’arrendevolezza, si devono cogliere tutte le opportunità che ci possono aiutare a crescere a diventare indipendenti ed essere qualcuno, e perché no, amare il lavoro e lavorare con coscienza.