Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia Lutero: rivoluzionario per eccellenza

Lutero: rivoluzionario per eccellenza

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Martin Lutero fu l’iniziatore della rivoluzione protestante. Egli attraverso le sue 95, affisse nel 1517 fuori dal portone della Cattedrale di Wittenberg, decise di esprimere la sua opinione a riguardo della Chiesa Cristiana. Nelle sue tesi, infatti, esprime in particolar modo il suo disappunto su quelli che erano alcuni dogmi della Chiesa Cristiana e basa la sua critica, in particolar modo, su tre punti fondamentale:
1) Il libero esame: ogni cittadino è in grado di comprendere ed interpretare la Bibbia di conseguenza fece tradurre la Bibbia di modo che tutti potessero leggerla e comprenderla;
2) Il sacerdozio universale: ognuno è responsabile della propria fede e non deve chiedere a nessuno;
3) La salvezza tramite la sola fede: di conseguenza decade l’importanza delle opere buone, ognuno di noi si salva soltanto se ha fede e ne consegue il concetto di predestinazione.
Molto dura fu, anche, la critica che fece al fenomeno delle indulgenze. Questo fenomeno consisteva nel versamento di ingenti somme di denaro da parte dei fedeli per il Clero affinché questi assolvessero i primi garantendogli, così un piccolo pezzo di Paradiso. Certamente Lutero nella sua rivoluzione fu agevolato dalla precedente invenzione della stampa a caratteri mobili, la quale permise una più ampia diffusione del testo biblico da lui tradotto. Possiamo affermare questo poiché nel 1455 Gutenberg pubblicò la prima Bibbia stampata mediante la tecnica della stampa a caratteri mobili, un’innovazione che semplificò in maniera non indifferente la diffusione dei libri in primis per il suo basso costo che rendeva i libri più accessibili a tutti, e poi perché era una tecnica molto più veloce che permetteva una più ampia produzione, basta pensare che il tempo che Gutenberg impiegò per produrre 180 copie servì agli amanuensi e ai copisti per produrre un’unica copia. Altro elemento fondamentale della rivoluzione Luterana riguarda l’istruzione, Lutero era profondamente convinto del fatto che siccome ogni cittadino doveva leggere e comprendere da solo il testo sacro doveva, per forza di cose, avere almeno un livello base di istruzione, fu per questo che tentò di fa sì che i cittadini potessero accedere all’istruzione e che quest’ultima non fosse privilegio di una classe sociale; anche se in realtà non riuscì a far sì che i contadini accedessero alla cultura. È chiaro però che ciò che professava Lutero era mal concepito dai Cristiani e che come ogni riforma che si rispetti vi è seguita una controriforma che controbattesse, appunto, i principi affermati dalla riforma. Non si dibatté soltanto sulle critiche poste da Lutero alla Chiesa Cristiana ma, anche, sul fatto che fossero avvenute una riforma e una controriforma, nel senso che ci sono varie disquisizioni anche sulla terminologia. Vi sono alcuni che ritengono che ciò che ha fatto Lutero non si possa chiamare riforma e che esista soltanto una riforma Cattolica avvenuta in seguito al Concilio di Trento, in contrapposizione ci sono i sostenitori della riforma protestante che ritengono appunto che vi sia una riforma Protestante e una controriforma Cattolica. Indipendentemente dal nome quella di Lutero è stata un’importante riforma.