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Sfruttamento,Disuguaglianza,Globalità

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Benessere e prosperità non sono distribuiti in modo equo. Ci sono delle Nazioni che godono di una certa ricchezza, mentre altri Paesi sono poco sviluppati e la loro condizione economica risulta catastrofica. Circa 24.000 persone muoiono per malnutrizione ogni giorno, specialmente nei Paesi meno sviluppati. Uno dei problemi più gravi è quindi la fame nel mondo, una delle cause, un’eccessiva produzione di prodotti poco diversificati, la deforestazione e la dipendenza dai Paesi ricchi. I Paesi più poveri sono spesso ricchi di materie prime che, purtroppo, essi non sono in grado di sfruttare pienamente, a causa delle continue interferenze del cosiddetto Nord del mondo. Sono diversi i modi in cui le persone più fragili vengono sfruttate da quelle economicamente e culturalmente più potenti. È accaduto che i ricchi abbiano acquistato organi e schiavi al mercato nero, così da poter usufruire addirittura della “merce umana”, ovvero di una vera e propria tratta umana (trapianti, attività sessuali, lavori in nero).

Anche la globalizzazione, pur avendo i suoi pregi, ha però grandi difetti. Il lavoro a mano che viene prodotto la maggior parte delle volte dai Paesi più poveri è pagato troppo poco, e viene acquistato dai Paesi più ricchi, per poi essere venduto a un prezzo triplicato rispetto a quello pagato in origine. I lavoratori vivono una situazione difficile economicamente e perciò si accontentano di quel poco guadagno che ricevono, nonostante la mole di lavoro sia enorme. Questa è una forma di sfruttamento nei confronti dei lavoratori, che sono sottopagati. Si potrebbe pensare ad un adeguamento degli stipendi.

Le persone economicamente potenti sono spesso, al contrario di quelle povere, capaci di eludere la legge, riuscendo a corrompere altri esponenti della società; questo è il motivo per cui spesso una parte marcia delle Forze dell’ordine preferisce non sporgere denuncia, spaventata dal potere dei soldi.

Evitare che accadano situazioni del genere non è mai facile, non è possibile controllare la moralità delle persone, ma lo è fornire un’educazione al rispetto della dignità umana e non è impensabile lasciare un po’ di autonomia ai Paesi più disagiati, così che possano trovare da soli un modo per sopravvivere.

Gessica Polidori