Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Una Festa giovane e in costante Crescita – Edoardo Boncinelli

Una Festa giovane e in costante Crescita – Edoardo Boncinelli

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di Edoardo Boncinelli

Siamo arrivati al quarto appuntamento con Festa di Scienza e Filosofia. Quella di Foligno è una Festa ancora giovane ma in continua crescita, numerica e qualitativa.  Quattro sono le tematiche toccate dagli interventi di quest’anno: il tempo, il cervello, la complessità e il rapporto fra scienza e fede, qualunque fede.

Sul cervello c’è poco da dire. È il nostro organo più prezioso e secondo qualcuno l’oggetto più complesso dell’intero universo, certo il più strutturato e composito. E questi sono tempi preziosi per il suo studio: ogni giorno c’è qualche novità, che venga dalle neuroscienze o dalla riflessione. Il fatto è che il cervello ha tante facce che non mancherà mai la materia per studi e riflessioni, vere o di fantasia.

Il mondo è complesso – forse non come il cervello – ma comunque è complesso. Il ruolo di noi uomini è quello di rendere relativamente semplice tutto ciò, o almeno meno complesso. La fisica, la chimica e le scienze della vita cooperano a raggiungere un tale obbiettivo, anche se a nessuno viene in mente che l’operazione sia agevole e si concluda in breve tempo. In fondo l’aspetto più divertente del gioco consiste nel cercare sempre nuove complessità e ridurle, per quanto è possibile.

Il tema del tempo è vecchio come il tempo stesso. È un contenitore vuoto o coincide con gli eventi che vi accadono? È lineare e progressivo o ciclico e ritornante eternamente su sé stesso? Se tutte le formule delle scienze sono simmetriche rispetto al futuro e al passato, perché noi viviamo il tempo come irreversibile e pensiamo che gli eventi della vita non si ripeteranno mai? Che cosa misurano gli orologi? E misurano tutti la stessa cosa, dalla clessidra agli orologi atomici che hanno raggiunto una precisione che consente un errore di un secondo ogni 300 milioni di anni? Le mie cellule che ne sanno di tale tempo, e gli alberi e le ninfee, per non parlare dei nuclei radioattivi che devono decadere con una certa periodicità? C’è sempre stato oppure ha avuto un inizio? È possibile che si consumi o mostri qualche défaillance? In fondo ne basterebbe una per distruggere tutta la fabbrica del mondo.

E infine la fede. Questo bisogno universale di credere in qualcosa e di sperare in un orizzonte più ampio di quello che ci permette la vita di tutti i giorni. Come si declina nelle varie religioni e come si rapporta alle scoperte della scienza e alla sua visione? Scienza e fede sono compatibili o antitetiche? Si rivolgono a parti diverse di noi o pretendono un’egemonia ideale?  E come si compara la situazione di oggi con quella di secoli e secoli fa? Scrittura, interpretazione e ministero sono i cardini della fede, ma c’è bisogno di tutte e tre queste istanze? In fondo la scienza non ne ha nessuna delle tre.