Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Fatti più in là: Quando lo spazio è vitale

Fatti più in là: Quando lo spazio è vitale

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di Claudia Bordese

Incurante del trascorrere del tempo, lo spazio scandisce l’ecologia delle specie sin dalla comparsa della vita sulla Terra. È stato necessario limitarlo a una microscopica cellula per permettere alle prime reazioni biochimiche di avvenire, per poi vederlo diventare un’imprescindibile variabile nella lotta per la sopravvivenza dei singoli e delle specie.

La gestione dello spazio è un fragile equilibrio nel regno dei viventi, dove piante e animali sgomitano per uno spicchio di terra, un raggio di sole, una via di fuga. L’impollinazione e la disseminazione a mezzo del vento e di ignari animali annullano l’illusoria immobilità delle piante, in grado di in realtà di diffondersi e conquistare territori con invidiabile efficienza.

Tra gli animali, la dispersione, le migrazioni, la scelta del luogo in cui nidificare, la difesa del territorio, rappresentano costose pratiche comportamentali, che però è sovente necessario intraprendere per garantirsi un pasto, assicurarsi un partner e migliorare le proprie possibilità di sopravvivenza.

E noi? La nostra specie da millenni guerreggia per avere più spazio, sinonimo di risorse e di potere. Diverse culture modulano i comportamenti secondo rigide separazioni spaziali, e la stessa comunicazione è fortemente influenzata dalla distanza fisica interpersonale. Ma lo spazio è una coperta corta. Se per rifornire le nostre fameliche mense continuiamo a strappare terreno alle foreste, scopriremo presto che la nostra ingombrante impronta sul pianeta esige uno spazio che non c’è.