Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Fede e Depressione

Fede e Depressione

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di Salvatore Giaquinto, IRCCS San Raffaele Pisana, Roma

L’osservazione delle tante immagini sacre sui comodini delle persone colpite da ictus cerebrale e inserite in programmi di riabilitazione neuromotoria ci condusse a verificare scientificamente se la Fede può avere influenza positiva sulle funzioni affettive ed emotive di questa categoria di pazienti. A livello aneddotico conoscevo già il valore protettivo della Fede nelle istanze suicidarie dei soggetti con Depressione Maggiore. L’ipotesi di lavoro era quindi il basso livello di Depressione nei soggetti, con ictus recente, animati da Fede.

Una ricerca scientifica richiede misure e, mancando una scala della Fede in italiano, si tradusse allora e si validò la scala inglese che sembrava la più idonea, la Royal Free Interview, che fu poi validata per la popolazione italiana. Applicando un’analisi statistica multivariata si dimostrò che alti valori di Fede corrispondevano a bassi valori di Depressione.

Da qui una nuova ipotesi, ricavata da un sillogismo: è noto da altri studi che la Depressione rallenta il recupero motorio dopo l’ictus; se la Fede blocca la Depressione, ci si aspetta che la Fede migliori il recupero. Questa volta l’ipotesi non fu comprovata dalla statistica. La Fede quindi non appariva influenzare i meccanismi biologici della riparazione del tessuto nervoso, la cosiddetta Neuroplasticità. Mantenendo la distinzione odierna fra Organo e Persona, concludemmo che la Fede è fattore importante proprio nella Medicina della Persona, perché essa aiuta, nelle situazioni di stress, a trovare le proprie strategie difensive (il coping degli anglosassoni). Che questo sia vero è dimostrato da un’altra ricerca nostra sul Religious Coping. Anche in questo caso abbiamo tradotto e validato una scala straniera. Prima di tutto si cercò il cosiddetto gold standard, ossia valori sicuri, estratti da una popolazione di religiosi (preti, monaci e monache). Il gruppo totalizzò il punteggio massimo, ossia 30, mentre il valore mediano della popolazione generale di età pareggiata era 24. Ma quando la scala fu somministrata ad anziani fragili, lungodegenti e malati oncologici avanzati si ritrovarono valori vicini a 30, a indicare che i fattori di grande stress favoriscono istanze spirituali.

Altri punti della presentazione riguardano dati della Letteratura generale sugli effetti cardio-respiratori del Rosario e sui tassi più bassi di mortalità per coloro che prendono parte ai servizi religiosi.

 

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