Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 I saperi e i luoghi del cambiamento

I saperi e i luoghi del cambiamento

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di Mario Margasini

Le scienze contemporanee ci propongono un’immagine complessa della realtà, caratterizzata da un’estrema varietà di conoscenze, linguaggi e strumenti e da una grande ricchezza di loro interazioni.

Diventa necessaria, allora, per acquisire sempre più strumenti efficaci di comprensione, possedere altrettanta ricchezza nei modi di pensare la realtà , altrettanta varietà nei nostri schemi di spiegazione, nei diversi punti di vista con cui ci accostiamo alle  trasformazioni delle molteplici forme di conoscenza.

Da ciò deriva l’esigenza di una costruzione di un sistema di saperi, di  una rete di conoscenze necessarie che non rimangano fine a sé stesse , che non si riducano a nozioni o eventi, ma che vengano collocate  all’interno dei processi di trasformazione sociali ed economiche del nostro tempo ed intese inoltre come parti di evoluzioni continue del nostro tempo.

Procedere per processi comporta porsi domande sul presente, cogliere nella società gli aspetti più problematici, ricercare nel passato le cause e i processi che hanno consegnato le questioni così come oggi le conosciamo, pensare ai mutamenti di grande rilievo e di lunga durata che hanno condizionato e condizionano i destini dell’umanità.

Interrogarci sul presente, inoltre, conferisce senso ai saperi che andremo a costruire, fornisce chiarezza a ciò che vogliamo apprendere, ci permette di stabilire l’obiettivo che ci guiderà all’interno dei nostri processi di trasformazione, di definire l’ambito spaziale e temporale da prendere in esame per interpretare i mutamenti.

Facciamo qualche esempio: Perché oggi vicino a noi esistono ancora paesi poveri da cui tante persone fuggono, rischiando la vita, per giungere in Europa? Come mai si parla di economia mondiale e di globalizzazione? Questioni dell’oggi che hanno bisogno, per essere affrontate correttamente, di essere prima “smontate” rispetto alle diverse emergenze di cui si compongono e poi accompagnate da azioni che, contestualizzate, rispettino, ed è qui la vera sfida, sia i diritti dei singoli che quelli delle comunità coinvolte.

A ciò anche la scuola deve contribuire fornendo ai giovani un sistema di conoscenze e di saperi per comprendere tali questioni attraverso contenuti e competenze inserite in contesti che forniscano senso e ,perché no, valori.

Tutto ciò richiede un approccio complesso e nuovo rispetto alle metodologie e alle strategie fin qui praticate.

Va potenziata l’ operatività, la partecipazione attiva alla costruzione dei saperi, una concezione di apprendimento laboratoriale inteso come attività produttiva in contesti attrezzati con materiali, tecnologie e competenze.

Tali percorsi laboratoriali dovranno caratterizzarsi per corrispondere anche a forme di “prodotti “che non hanno sempre bisogno di una grande strumentazione tecnologica, mentre diventa oltremodo significativo che colui che apprende si trovi in luoghi in cui si attivano comportanti ,rapporti, interazioni e scambi diversi da quelli usuali.

Tale  diversità di approccio si esplicita anche nella realizzazione di un prodotto, spesso interdisciplinare, costruito con l’apporto di molti linguaggi e sistemico nei suoi innumerevoli approcci.

Importante è mettere sempre in evidenza la congruenza del percorso di apprendimento che, partendo dal progetto, lega il processo fino alla realizzazione del prodotto, perché solo con tale rigore metodologico si può pensare di incidere su cambiamenti significativi dei comportamenti culturali e sociali di ognuno di noi.