Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 L’Universo in tasca

L’Universo in tasca

1952
0
SHARE

di Patrizia Caraveo
IASF-INAF, Milano

L’astronomia è da sempre una scienza democratica. Il cielo, se protetto dalle troppe luci parassite, è a disposizione di tutti … ma oggi possiamo fare molto più che guardare il cielo. Grazie alle nuove tecnologie,  tutti possono essere informati sulle ultime novità celesti oppure dare un contributo alla ricerca astronomica.

Nell’epoca degli open data, sono orgogliosa di dire che l’astronomia è la scienza più open: non solo tutti i nostri dati sono destinati a diventare pubblici entro un anno da quando sono stati registrati, in molti casi i dati sono pubblici (e liberamente accessibili) immediatamente.

Per sfruttare al meglio la grande quantità di dati disponibili gli astronomi hanno fatto da apripista nei progetti di calcolo distribuito, grazie ai quali si possono utilizzare i Personal Computer di coloro che aderiscono all’iniziativa quando i proprietari non li utilizzano. Non bisogna fare nulla, solo lasciare accesso il computer. Mettendo insieme decine di migliaia di PC si possono emulare le prestazioni di un supercomputer a  costo zero (o quasi). SETI@home, dedicato alla ricerca di segnali di una civiltà extraterrestre intelligente, ha attratto 5 milioni di partecipanti, circa 150.000 dei quali sono attivi in ogni momento, mentre Einstein@home, dedicato alla ricerca di onde gravitazionali (e, più recentemente, di segnali pulsati da stelle di neutroni), ha convinto 3 milioni di partecipanti, 130.000 dei quali sono – mediamente – attivi.

Dopo avere fatto da apripista per lo sfruttamento del calcolo distribuito, gli astronomi hanno rivolto la loro fantasia alla risoluzione di uno dei problemi più basilari della ricerca astronomica: la classificazione degli oggetti celesti. Così è nato Galaxy Zoo (http://www.galaxyzoo.org/ ) un portale ad hoc dove i dati dallo Sloan Digital Sky Survey sono trasformati in quadretti, ognuno centrato su una galassia, e si va a chiedere aiuto via web ai volontari che dedicano una frazione del loro tempo libero a svolgere dei facili compiti per permettere la classificazione degli oggetti celesti. Le domande sono del tipo: è una galassia ellittica oppure una spirale? Di che colore è? In che senso ruota? Domande alle quali tutti possono rispondere anche se non hanno mai visto un telescopio in vita loro.

Galaxy Zoo è stato lanciato nel giugno 2007 con l’idea di attrarre qualche migliaio di persone per aiutare gli astronomi a fare questo tipo di lavoro. Le persone sono state 250.000. Galaxy Zoo ha avuto 60.000 classificazioni all’ora e, in pochissimi mesi, ha fatto un’enorme quantità di lavoro, producendo risultati di grande rilevanza scientifica e anche un certo numero di scoperte “inaspettate”. È uno straordinario esempio di “Citizen Science”, la scienza fatta con il contributo dei cittadini.

Visto il successo travolgente, Galaxy Zoo si è diversificato ed è diventato un’industria (si chiama Zoo Universe https://www.zooniverse.org/?lang=en). A questo punto si può fare di tutto: dal cercare i pianeti nei dati del telescopio spaziale Kepler, a studiare il sole, ispezionare la superficie della luna, cercare bolle di gas nella galassia; ma è anche possibile studiare lo stato di salute dell’ambiente marino, stimare la frequenza degli uragani, prendere dei pezzetti di papiro e cercare di metterli insieme. E’ veramente una bella raccolta di tutto ciò che i cittadini possono fare per condividere (e quindi capire meglio) il lavoro degli scienziati.

Per partecipare a progetti di Citizen science bisogna connettersi a determinati siti e essere parte attiva, decidendo cosa si vuole fare. Adesso c’è un’altra modalità, grazie alla quale la scienza viene verso il pubblico: sono le APP che vi raccontano cosa sta succedendo nel cielo.

Chi scarica una di queste APP, e attiva il servizio di notifica, riceve una “allerta”, diciamo così, quando succede qualcosa di interessante, oppure semplicemente di diverso dal solito. È la scienza in tempo reale, ma non vi voglio raccontare tutto …per non rovinarvi la sorpresa.