Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia Novecento: un periodo che condizionò la scienza!

Novecento: un periodo che condizionò la scienza!

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1914, scoppio della Prima Guerra Mondiale. Guerra conosciuta anche come “Grande Guerra” perché per la prima volta furono coinvolte in un conflitto nato nel cuore dell’Europa anche le potenze extra-europee, come Giappone e Stati Uniti. Inoltre la Prima Guerra Mondiale fu caratterizzata dall’utilizzo, da parte di tutte le nazioni coinvolte, di uno spiegamento di forze senza precedenti e dall’utilizzo di nuove armi: gli aerei, inventati pochi decenni prima, i carri armati e sottomarini. Fu introdotto anche l’utilizzo delle più devastanti armi chimiche. Ma il motivo principale che differenziò la Prima Guerra Mondiale da tutti gli altri conflitti antecedenti furono gli effetti: si trattò proprio di una guerra “totale”, che coinvolse tutta la compagine degli Stati belligeranti: non solo a livello bellico, ma anche economico, amministrativo e politico. Le cause del conflitto sono da ricercarsi, da una parte, nella crisi dei rapporti internazionali europei, dall’altra, nella rapida e significativa ascesa della Germania a potenza navale, con conseguenti ripercussioni sul mondo coloniale. Inoltre, nei movimenti nazionalisti e irredentisti, specie nelle seguenti zone strategiche dell’Europa: Balcani, Alsazia, Lorena, Trentino e Trieste. Il pretesto fu dato dall’attentato a Sarajevo, ai danni dell’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando, da parte di un indipendentista slavo. L’Austria mandò immediatamente un ultimatum alla Serbia, la quale, si rifiutò di scendere a patti, allora Vienna emise la dichiarazione di guerra il 28 luglio del 1914.

Il sistema delle alleanze fu presto stabilito. Da una parte si schierarono l’Austria e la Germania, dall’altra l’Inghilterra, la Francia e la Russia, mobilitate in difesa della Serbia.

La guerra durò fino al 1918, quando la Germania, ultima degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l’armistizio con le forze nemiche, attraverso il trattato di pace di Versailles.

Il trattato di Versailles sancì la nascita della Società delle Nazioni. La Società delle Nazioni era un’organizzazione intergovernativa, con lo scopo di arbitrare i conflitti tra le nazioni prima che si arrivasse alla guerra. Questo patto non rese nessuno soddisfatto, ce lo fa capire l’ufficiale francese Foch quando disse: “Questa non è una pace, è un armistizio per vent’anni”. Foch ci aveva visto lungo, infatti nel 1939 scoppiò una seconda guerra; la Seconda guerra Mondiale.

È considerata il più grande conflitto armato della storia, costato all’umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell’utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, spesso deliberatamente indirizzate contro obiettivi non militari. Nel corso della guerra si consumò anche la tragedia dell’Olocausto perpetrata dai nazisti nei confronti degli ebrei, delle etnie Rom e Sinti, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova, dei polacchi e di altre popolazioni slave.

Tutto questo ebbe inizio con le promulgazioni delle leggi di Norimberga, nel 1935. Queste leggi sono il punto di partenza di tutti i provvedimenti antisemiti nazisti. Sono suddivise in due leggi:

  • la prima dice che gli ebrei erano cittadini di seconda categoria;
  • la seconda afferma che la purezza del sangue tedesco era la premessa per la conservazione del popolo tedesco. Su questa base, la legge vietava i rapporti sessuali fra tedeschi ed ebrei.

Tra la popolazione ebra si nascondono anche tanti scienziati, filosofi, dottori, artisti, fisici, matematici, biologi, chimici … che proprio in quegli anni hanno rivoluzionato il mondo della scienza. Per esempio, Einstein che nel 1916 pubblica la teoria della Relatività.

In questa teoria Einstein demolisce tutti i concetti principali su cui si basava la concezione Newtoniana dell’Universo. Secondo tale teoria, lo Spazio non è tridimensionale ed il tempo non è un’entità a sé. Entrambi sono profondamente connessi e formano un continuum a quattro dimensioni: il cosiddetto “ Spazio/Tempo “. In questo senso non è possibile parlare di Spazio separatamente dal Tempo, e viceversa. Inoltre, si evidenzia la non fluidità Universale del Tempo, vale a dire che il Tempo non è lineare ne assoluto, ma è relativo. Per esempio: Prendiamo due osservatori che si muovono a velocità diverse: ognuno di loro collocherà l’avvenimento osservato in maniera diversa dall’altro per via della diversa velocità. Quindi tutte le misurazioni che coinvolgono lo Spazio ed il Tempo, perdono il loro valore assoluto. Pertanto, sia il Tempo sia lo Spazio non sono che elementi che servono a spiegare i fenomeni. Secondo la teoria della Relatività di Einstein, in condizioni particolari, due osservatori possono cogliere due avvenimenti in ordine inverso: cioè, per l’osservatore 1 l’avvenimento A accade prima dell’avvenimento B, mentre per l’osservatore 2 l’avvenimento B accade prima dell’avvenimento A.

Un altro grande personaggio di quel tempo, è Enrico Fermi, che nel 1934 scoprì, bombardando nuclidi di elementi leggeri con raggi α, che i neutroni avrebbero potuto essere proiettili ancor più efficienti, in quanto privi di carica non sarebbero stati respinti dal campo elettrico del nucleo bersagliato. Nell’arco di pochi mesi Fermi e il suo gruppo di lavoro irradiarono sistematicamente una sessantina di elementi, partendo dai più leggeri, scoprendo almeno quaranta radionuclidi.

Sia Einstein sia Fermi avevano in comune il fatto che erano fisici, ma di religione ebrea. Potete capire quanto sia stato difficile per la scienza in quel secolo andare avanti. Per fortuna questi due personaggi sono riusciti a scampare dalle mani dei nazisti, poco dopo la promulgazione delle leggi razziali e a rifugiarsi in America.

Nel 1939 nasce in America, come proponimento di ricerca, il Progetto Manhattan, che poi mutò i suoi obbiettivi nel 1942. Nasce perché in Germani, scoprirono la fissione e gli scienziati europei rifugiatisi in America come Szilard, Teller e Wigner ritenevano che l’energia rilasciata durante la fissione nucleare avrebbe potuto essere utilizzata dai tedeschi a fini bellici. Essi persuasero pertanto Albert Einstein, il fisico più autorevole della pattuglia dei “rifugiati”, ad avvertire il presidente Roosevelt di questo pericolo.

L’11 ottobre dello stesso anno Einstein persuaso da Fermi e Szilard, scrisse una lettera al presidente F. D. Roosevelt dove, di fronte alla minaccia del regime nazista, veniva sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica utilizzando il principio della fissione. Così il governo statunitense cominciò a interessarsi alle ricerche e stabilì un fondo di 6.000 dollari per la Columbia University; fondo che fu incrementato per il Progetto Manhattan nei laboratori di Los Alamos e per il lavoro di Fermi.

Il progetto uranio non aveva fatto ancora molti progressi nell’estate del 1941, quando giunse voce che in base a calcoli fatti da Frisch e Peierls, un quantitativo molto piccolo di un isotopo fissionabile dell’uranio (U-235), poteva produrre un esplosione equivalente a diverse migliaia di tonnellate di TNT.

La National Academy  of Science propose uno sforzo colossale per costruire armi atomiche e Bush creò un comitato speciale, il comitato S-1, per dirigere questo sforzo.

Ancor prima di prendere questa decisione, i giapponesi bombardarono Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 e gli Stati Uniti entrarono in guerra. Gli sforzi per preparare il materiale fissile (uranio o plutonio) per una bomba vennero accelerati.

A metà della ricerca sulla creazione di questa bomba nucleare, il fisico Teller sollevò la possibilità che una bomba atomica potesse incendiare l’atmosfera, egli instillò una preoccupazione che non si estinse completamente fino al Trinity test,  anche se Bethe mostrò, teoricamente, che non poteva succedere.

Nell’estate del 1942, il colonnello Leslie Groves era delegato al comando delle costruzioni per il genio dell’esercito americano e aveva supervisionato la costruzione del Pentagono (Ministero della difesa), il più grande palazzo di uffici del mondo. Groves venne incaricato di prendere il controllo del progetto uranio. Quando però lo venne a sapere obbiettò perchè riteneva che questo programma avesse poche probabilità di successo. Le sue obbiezioni vennero rigettate.

Nel giro di una settimana dalla sua nomina, Groves aveva risolto i problemi più urgenti del Progetto Manhattan. Il 2 dicembre 1942 un gruppo guidato da Enrico fermi iniziò la prima reazione nucleare a catena auto-alimentata (Chicago Pile-1).

Un messaggio in codice, “Il navigatore italiano è giunto nel nuovo mondo” fu inviato al presidente F. D. Roosevelt per avvisarlo che l’esperimento aveva avuto successo. La messa in funzione della Chicago Pile-1 è da tutti considerata come il momento in cui è iniziata l’era dell’energia nucleare.

La notizia dello sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nel 5 – 8 agosto del 1945 lasciò Einstein incredulo e rattristato. L’unico suo commento fu un semplice “Ach weh!” (ahimè! in tedesco). Molti altri scienziati che lavorarono al Progetto Manhattan furono sopraffatti da un terribile senso di colpa e si rifiutarono in seguito di collaborare a ricerche di carattere militare.

“ Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” – Gandhi, 1948

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