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Api Stati Galassie

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di Corrado Morici

Cosa possono avere in comune animali sociali come le Api, organizzazioni politiche come gli Stati nazionali  e ammassi stellari come le Galassie?

In diversi ambiti della conoscenza è sempre più ricorrente il termine sistema. In medicina si parla di sistema cardiovascolare, in  mobilità di sistema dei trasporti, nell’informatica di net-work, in politica di sistema istituzionale e così via. Nel linguaggio comune al termine sistema associamo, intuitivamente, qualcosa di complicato che riguarda una molteplicità di elementi che sono collegati tra loro.

Per studiare tali “sistemi “complicati si utilizza in genere il metodo dell’analisi che consiste essenzialmente nel ridurre il problema a qualcosa di più semplice. Il riduzionismo ha funzionato e funziona  per lo studio di fenomeni lineari, abbastanza ordinati e caratterizzati da una certa stabilità. Nei fenomeni complessi, caratterizzati da relazioni circolari, con un certo grado di disordine, che auto-apprendono e si evolvono nel tempo il metodo elettivo d’indagine e quello sistemico.

Quindi sistema non come qualcosa di complicato ma come complessità  intesa  come rete costituita da nodi e maglie fittamente interrelate  e in continuo rapporto e cambiamento.

Dall’analisi della comunità delle api si rileva come queste siano organizzate gerarchicamente, come reagiscono ad un disturbo interno alla loro comunità o esterno dovuto all’ambiente e come, nel tempo, il disturbo stesso produce un nuovo ordine e quindi relazioni diverse tra gli insetti. La dinamicità e la ridondanza del sistema permette allo stesso di auto-apprendere e di  evolvere in modo da formare una  biodiversità sia fenotipica che genotipica.

Analogamente ritroviamo la stessa struttura nelle dinamiche che regolano l’organizzazione degli Stati. Storicamente assistiamo a momenti di crisi dei rapporti di forza tra le componenti politiche che provocano aggiustamenti, nel tempo, verso altri equilibri che portano a forme diverse di organizzazioni collettive. Del resto anche la formazione delle galassie,  nel modello standard a materia oscura fredda, avviene in modo gerarchico. Ciò e perlomeno quanto accade alla componente di materia oscura, che si aggrega in strutture via via più grandi, attraverso processi di interazione gravitazionale e fusione successiva. (inaf)

Per dirla con il filosofo francese Edgar Morin “Tutti gli oggetti della fisica, della biologia, della sociologia, dell’astronomia, gli atomi, le molecole, le cellule, gli organismi, le società, gli astri, le galassie, costituiscono sistemi […]. Il nostro mondo organizzato è un arcipelago di sistemi nell’oceano del disordine. Tutto ciò che è oggetto è divenuto sistema”.

Dall’ordine al disordine, dal disordine ad un diverso ordine. Sembra essere questa la legge universale che regola viventi e non viventi dove le perturbazioni e il caos, che spesso associamo a qualcosa di negativo,  rappresentano la componente creativa e innovativa sia nei sistemi che riguardano le scienze sociali che quelle naturali.

 Del resto come sarebbe la vita sulla terra senza il disordine indotto dalle mutazioni geniche che permettono l’enorme varietà  all’interno delle  specie e quindi la sopravvivenza delle stesse?