Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Cellule tumorali: vita, morte, invecchiamento e immortalità

Cellule tumorali: vita, morte, invecchiamento e immortalità

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di Giuseppe Servillo

All’interno del nostro corpo ogni cellula possiede un programma di crescita, sviluppo, invecchiamento e morte definito sia dal proprio genoma sia dall’ambiente che lo circonda. Numerosi fattori sono quindi in grado di modificare tale programma ed i cambiamenti che alterano la biologia della cellula si risolvono in uno stato patologico. La cellula tumorale è un classico esempio di cellula che ha perso il suo corretto programma biologico ed ha acquisito caratteristiche patologiche di crescita.

Insulti di natura chimica fisica o biologica possono alterare il genoma della cellula e quando questa modificazione è percepita come un evento nocivo, la stessa attiva una serie di meccanismi al fine di correggere il danno subito. Nella cellula lesionata è bloccato immediatamente il programma di proliferazione e comincia la riparazione del DNA, ma cosa succede quando il danno non è riparabile? La mancata riparazione può provocare una lesione stabile al genoma, estremamente grave per la cellula, la quale mette in atto una serie di strategie, attraverso importanti meccanismi molecolari, per compensare la mancata riparazione. Una delle strategie attuate, quando il danno è irreparabile, è l’apoptosi, una forma di suicidio che la cellula attua pur di non creare danno all’intero organismo. Un’altra strategia che la cellula realizza è l’innesco della senescenza che pone la cellula indefinitamente fuori dal ciclo cellulare quindi incapace di nuocere all’intero organismo. Ma perché una cellula tumorale si svincola da tutti i programmi biologici e comincia a dividersi? A che scopo una cellula porterebbe a morte l’organismo che la nutre? Alcuni organismi sia procarioti che eucarioti si dividono senza conoscere senescenza e sono in grado di riorganizzare il loro programma biologico assicurando una sorta di immortalità biologica all’essere vivente. E’ forse questa ricerca dell’immortalità biologica, intrinseca nella cellula, ciò che avviene in essa quando mutando essa diventa tumorale? Oppure è la casualità delle mutazioni a portare la cellula tumorale verso una immortalità biologica? Possiamo pensare che la cellula tumorale si ribelli all’invecchiamento costante dell’organismo avviandosi verso la morte e quindi insorga essa stessa contro questo ineluttabile destino?

Osservando il fenomeno da un punto di vista biologico si ha conferma di questa sorta di “immortalità biologica” considerando che a tutt’oggi in numerosissimi laboratori sono utilizzate cellule tumorali isolate da neoplasie di persone morte da oltre 60 anni.

E’ possibile considerare che l’evoluzione, da un organismo più elementare ad uno più complesso quale l’uomo, abbia permesso che le cellule si specializzassero in diverse e particolari funzioni, non dovendosi ad esempio preoccupare di procurarsi nutrimento oppure di difendersi da agenti fisici, chimici, biologici. Questo vivere in una “società organizzata” se da una parte offre numerosi vantaggi alla cellula dall’altra ha fatto sì che essa abbia perso la capacità di “immortalità biologica”, destinando la cellula e conseguentemente l’organismo intero verso la senescenza ed inevitabilmente verso la morte.

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