Home News Festa di Scienza e Filosofia 2014 Scienza e fede. Il caso dell’evoluzione

Scienza e fede. Il caso dell’evoluzione

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di Fiorenzo Facchini

Storicamente il rapporto tra scienza e fede cristiana è segnato da difficoltà e anche incomprensioni reciproche. Il tema dell’evoluzione può considerarsi emblematico. Ancora oggi vi sono scienziati che pensano di ricavare dalla scienza argomenti contro la creazione o la religione: con l’evoluzione non c’è bisogno di creazione e neppure di Dio. Per contro, vi sono cristiani che ritengono incompatibile l’evoluzione con la fede, soprattutto per quanto si riferisce all’uomo e alla sua dimensione spirituale.

Le posizioni ufficiali della Chiesa sono di grande apertura, nel riconoscimento dell’autonomia della scienza affermata dal Concilio Vaticano II, fermi restando la verità  della creazione di una realtà che vediamo cambiare nel tempo, e il principio spirituale dell’uomo. Il modo e i meccanismi con cui avvengono i cambiamenti nella natura e come si lega la dimensione spirituale al corpo non rientrano nella dottrina cattolica. È importante in ogni caso non ricavare dalla scienza quello che la scienza non può dire, e neppure trarre  dalla fede quello che la Parola di Dio non vuole dire.

Vi è però un terreno in cui possono dialogare scienza e  fede; è quello della filosofia e della teologia, pur muovendosi ciascuna nel suo campo specifico. Questo dialogo avviene nell’uomo che si pone domande sulle origini e sul senso delle cose.

Nel caso dell’evoluzione si possono individuare tre nodi: 1. il Big Bang con le trasformazioni successive e la creazione.; 2. il principio finalistico che si ritrova in molte espressioni della natura (insieme con la casualità) e il finalismo generale dell’universo (è da ammettersi una intenzionalità esterna?); 3. origini e identità dell’uomo (dimensione fisica e spirituale).