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L’uomo è formato da tre componenti Mente Corpo e Psiche dalle origini ad oggi

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Il nodo borromeo fu ideato da Jacques Lacan, uno psichiatra parigino nato agli inizi del 1900.

Questo gruppo di anelli è per definizione un link, ossia un insieme finito di curve chiuse nello spazio tridimensionale.

Gli anelli borromei sono tre cerchi legati fra loro, ma non lo sono a coppie, quindi rimuovendone uno, i due rimanenti risultano sciolti.

Lacan attribuisce ai tre anelli le categorie del Reale, del Simbolico e dell’Immaginario.

A riprendere il nodo borromeo fu il filosofo ed epistemologo italiano Silvano Tagliagambe.

Il lavoro di ricerca di Tagliagambe si concentra sullo studio della realtà fisica del ‘900, del materialismo e del rapporto tra corpo e mente, sia nei sistemi sociali, sia nella comunicazione.

È proprio da questo ultimo studio che nascerà il suo libro “Il Nodo Borromeo”, pubblicato nel Giugno del 2015, in cui utilizza il nodo inventato da Lacan attribuendogli tre diverse categorie: il Corpo, la Mente e la Psiche.

Questi tre generi rappresentano, in ordine, l’essere umano, l’intelligenza e l’anima, ossia l’essenza; poiché queste componenti fanno parte di un nodo, sono strettamente collegate tra loro e, quindi, si influenzano vicendevolmente.

Tale concetto ha conseguenze sulla concezione della malattia, che il medico deve affrontare con procedure collaudate.

Poiché la psiche ci obbliga ad andare al di là di ciò che è contenuto nel nostro cervello, il benessere dell’uomo è il risultato dell’equilibrio e dell’armonia di questa con corpo e mente.

Lo studio del rapporto tra il corpo e la mente, e quello del rapporto tra mente e psiche è stato affrontato sin dall’antichità, con richiami alle problematiche delle varie riflessioni sull’identità nei suoi aspetti biologici, psicologici, sociologici ed antropologici.

Descartes, un filosofo francese (1596-1650), disse che «Non posso essere sicuro di nulla se non del fatto che io penso» ed aggiunse «penso, dunque sono – cogito, ergo sum». In tale processo, l’anima è distinta sia dal corpo che dalle sensazioni ed opera basandosi su delle “idee innate”.

La scienza moderna ha invece utilizzato l’evoluzione della specie umana, nelle teorie evoluzioniste per definire questo rapporto tra mente e corpo.

La crescita della psicologia sperimentale ha dato origine ad una corrente detta dei “behavioristi”, che considerano gli esseri umani come delle macchine complesse, le cui leggi ed operazioni possono essere dedotte dall’osservazione scientifica.

La corrente della “filosofia della mente” riduce invece la relazione mente-corpo al rapporto tra la mente e il cervello, identificando così l’intero corpo con una parte e la psiche con la mente.

«Come avvenga che qualcosa di così sorprendente come uno stato di coscienza sia il risultato della stimolazione del tessuto nervoso è tanto inspiegabile quanto la comparsa del genio quando Aladino, nella favola, strofina la lampada.» (Thomas Henry Huxley, The elements of physiology and hygiene, 1868)