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La percezione del tempo

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Che cos’è il tempo? “Nozione che organizza secondo un’idea di successione o di evoluzione le vicende umane e naturali”.

Già dal dizionario si evince che il tempo è parte imprescindibile di noi.

È la cosa più preziosa di cui disponiamo, non possiamo riprodurlo, una volta donato non lo avremmo più indietro.

Quando dedichiamo del tempo alle persone che amiamo, stiamo dando loro qualcosa di tanto importante senza rendercene conto.

“Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono, troppo breve per coloro che gioiscono, ma per coloro che amano il tempo è eternità” si comprende da questa frase di Henry van Dyke che l’uomo non è in grado di avere una percezione del tempo corretta senza “sintetizzarlo” in qualcosa di misurabile dal punto di vista scientifico.

Ai giorni nostri abbiamo una grande consapevolezza del tempo, siamo tanto legati ad esso per quanto indaffarati. Tutto è in funzione del tempo in una società così “veloce” come questa.

Siamo arrivati ad una conoscenza tale che ci fa dubitare persino che l’anno solare sia costituito da 365 giorni.

Perché, in effetti, nuovi studi hanno capito che ogni tre anni dovrebbe essere aggiunto un secondo.

Ma come siamo arrivati a questa relativa “precisione”?

Gli uomini da sempre hanno sentito la necessità di misurare il tempo, proprio perché tutto è dipendente da quest’ultimo, e hanno sperimentato diverse forme di misurazione, si è utilizzato il sole, le meridiane ma anche le clessidre e le candele e lentamente è avvenuto il progresso, alcuni studiosi si sono cimentati nell’applicazione del tempo alla navigazione e riuscirono ad orientarsi grazie alla percezione della longitudine e latitudine.

Dopodiché iniziarono ad essere presenti i primi orologi a quarzo e dopo ancora si fanno evidenti i progressi relativi allo studio del tempo tramite le oscillazioni periodiche degli atomi, così veloci e imperturbabili da sembrare al limite della perfezione.

Ad oggi i migliori orologi per la determinazione del tempo si basano su principi fisici complessi che implicano l’uso di atomi freddi e fontane di atomi.

Ma il tempo ha anche un’altra valenza:  valorizza le nostre azioni, esso è in stretta relazione con la conoscenza, pensiamo per esempio agli studi relativi allo Scientific Management di Taylor, grazie ai quali è stato possibile ottimizzare i tempi di produzione nelle fabbriche dando ordine, disciplina e direzione al lavoro.

Il tempo diventa quindi uno strumento che definisce il nostro operare in qualsiasi contesto, non solo nelle fabbriche, ma in tutte le attività che svolgiamo quotidianamente.

Esso diventa termine di paragone con gli altri e con le nostre aspettative.

Il periodo storico in cui viviamo premia la velocità, che essa si riferisca alla capacità di  prendere decisioni o di raggiungere un titolo, un obiettivo.

Si pensi all’immediatezza delle comunicazioni, a quanto sia rapida la rete di internet.

Quello che possiamo aspettarci in futuro, potrebbe essere una ancora maggiore velocità, ma non possiamo prevedere se essa sarà positiva o meno. Forse dovremmo prenderci più tempo per noi stessi…