Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia Per un giovane disoccupato sarebbe meglio lavorare gratis o non lavorare affatto?

Per un giovane disoccupato sarebbe meglio lavorare gratis o non lavorare affatto?

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Innanzi tutto per parlare di lavoro e disoccupazione occorre fare chiarezza sulla situazione odierna che come sappiamo vede circa 3.100.000 disoccupati in Italia e circa 127.000.000 in tutto il mondo.

Questi dati sono in contrasto con la ricchezza e la crescita in aumento perché, al contrario di quanto si possa pensare, questi fenomeni non sono collegati.

Al momento nel mondo le otto persone più ricche detengono un terzo della ricchezza mondiale e questo solo

grazie al capitalismo che non punta a una distribuzione delle ricchezze.

Bisogna dire però che neanche altri modelli di stampo comunista hanno avuto risultati migliori, come ad esempio

la Cina dove fino a qualche tempo fa non c’ era disoccupazione.

Ora con l’ avvento dei robot le industrie, invece di ridurre le ore di lavoro degli operai ed integrarle al lavoro dei robot, pensano a licenziare gli operai, creando disoccupazione.

In questo momento un operaio a Milano costa circa 28 dollari al giorno mentre in Cina a

malapena un dollaro e un robot in America costa ancora meno.

Alcuni Stati come la Francia si stanno preparando a tassare i robot cercando di arginare il problema.

La disoccupazione giovanile è molto alta ed è una tematica molto discussa soprattutto in Italia perché il numero degli

L’universitari è molto basso a malapena il 36%, poco sopra al Camerun, questa situazione è veramente preoccupante. I giovani disoccupati al giorno d oggi si trovano a far parte di una classe sociale che senza un lavoro non si sente realizzata come persona sia dal punto di vista sociale e formativo sia da quello economico, se si offrisse l’opportunità di un lavoro non retribuito o semplicemente rimborsato delle spese dei trasporti, molti giovani coglierebbero questa opportunità al volo vedendola come opportunità di realizzarsi almeno in parte.

Ma questo può essere positivo solo se lo si prende come opportunità e non come un obbligo che grava sulla vita quotidiana, ad oggi ci sono degli esempi simili come il progetto “garanzia giovani” che permette un apprendistato con un rimborso spese, se si sveltissero le pratiche molti più giovani vorrebbero aderire.

Un altro punto che va garantito è quello di proporre le opportunità di lavoro gratuito in qualsiasi ambito da quello tecnologico a quello metalmeccanico, contribuendo così a una formazione dell’ individuo per quello che vuole veramente essere un domani, senza imporre un posto di lavoro senza ascoltare le esigenze del diretto interessato.

Questo stratagemma però non deve favorire il rimpiazzo di lavoratori regolari con ragazzi che lavorano gratis; per questo, secondo me, i nuovi lavoratori che opereranno a costo zero devono essere affiancati a impiegati regolari facendo sì che non venga mandato nessuno sul campo senza esperienza.

Secondo la mia opinione aiuterebbe molto questo stratagemma e con i dovuti accorgimenti si potrebbe concretamente dare una mano ai giovani di oggi che alcuni definiscono semplicemente svogliati, mentre sono succubi di un sistema economico che punta a tagliarli fuori dal mondo lavorativo.