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Il protestantesimo

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La Riforma Luterana è il movimento religioso, politico e culturale che nacque nel XVI secolo in Germania e che portò alla frattura della cristianità in diverse comunità, gruppi o sette. La dottrina luterana si è affermata soprattutto in Germania, nei Paesi scandinavi e in quelli bal-tici. Dalla scissione deriva anche la religione anglicana, particolarmente diffusa in Gran Bre-tagna, America del Nord, Nuova Zelanda, Australia. Figura centrale della nascita del movi-mento protestante fu il frate agostiniano Martin Lutero, da cui prende il nome la Riforma. Nato a Eisleben, in Turingia, nel 1483, Lutero apparteneva all’ordine degli agostiniani eremiti e per tutta la vita insegnò Sacra Scrittura nell’università di Wittenberg. Per le sue idee e per il movimento che mise in piedi, Lutero fu scomunicato come eretico dalla Chiesa di Roma nel gennaio del 1521 e, dopo il rifiuto di ritrattare davanti al parlamento imperiale di Worms, fu messo al bando dall’impero di Carlo V. Dopo la scomunica Lutero abbandonò la vita mona-stica e sposò una ex suora, Caterina von Bora, da cui ebbe sei figli. Muore poi il 18 febbraio 1546 nella sua citta natale.

Anche se il processo di scissione tra le due parti fu lento e graduale, gli storici fanno coinci-dere la data d’inizio del movimento con il 31 ottobre 1517, giorno in cui Lutero pubblicò sul-la porta del castello di Wittenberg quello che è passato alla storia come il Manifesto del mo-vimento: le 95 tesi contro la Chiesa e i suoi “scandali”. Tra gli aspetti della religione contro cui si scagliò maggiormente Martin Lutero vi fu la dottrina delle indulgenze, secondo cui un cristiano aveva la possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze di un pec-cato (detta pena temporale), attraverso la confessione. La riforma protestante contestò tale dottrina sostenendo che essa non aveva solido fondamento nella Bibbia. In quegli anni, in-fatti, papa Leone X aveva bisogno di fondi per la costruzione della nuova basilica di San Pie-tro a Roma. Per questo motivo, d’accordo con l’arcivescovo di Magonza Alberto e con i ban-chieri Fugger, che erano da sempre i suoi principali finanziatori, lanciò una grande operazio-ne di vendita di indulgenze. In pratica si concedeva ai fedeli (dietro il pagamento di denaro) la possibilità di accorciare o addirittura togliere del tutto le pene canoniche che venivano in-flitte quando si commettevano dei peccati. Nel mirino delle tesi vi era anche la messa cele-brata in latino che escludeva la maggior parte della popolazione dalla comprensione della parola di Dio. Sebbene circolassero, infatti, le traduzioni in volgare non erano mai state pre-se in considerazione dalla Chiesa. Martin Lutero criticò inoltre la corruzione del clero, accu-sandolo di nepotismo, di concentrarsi sulle attività mondane e di perseguire obiettivi politici ed economici.

Da un punto di vista teologico il protestantesimo si caratterizza per una estrema varietà del-le confessioni di fede, sebbene sia possibile individuare alcuni tratti comuni, fra i quali:
• l’accentuazione del rilievo della Bibbia nello stabilire la regola della fede, lasciando una libera interpretazione della stessa e rifiutando la Tradizione della Chiesa (Sola Scriptura).
• il ritenere che la salvezza del fedele derivi da un atto di fede e non dipenda dai propri comportamenti o azioni (Sola Fide).
• l’idea che la natura umana sia intrinsecamente malvagia e meritevole di distruzione, ma che l’uomo si salvi grazie al sacrificio espiatorio di Gesù (Sola Gratia).
Un’altra caratteristica del protestantesimo storico è stata l’accentuata dipendenza dallo sta-to. Ciò è ancora vero per alcune monarchie nord europee, dove il luteranesimo è religione di stato, e in Inghilterra, dove il sovrano è anche supremo governatore della Chiesa anglicana. Ciò era particolarmente evidente in Germania, prima della dissoluzione dell’Impero, dove i principi protestanti avevano autorità sulle chiese locali simile a quella dei vescovi cattolici nelle loro diocesi.
Oggi sono circa 700 milioni i protestanti nel mondo, racchiusi sotto oltre 33mila denomina-zioni. Le chiese più famose sono quelle dei luterani, dei calvinisti, degli anglicani, dei battisti, degli evangelisti e dei metodisti. In Italia sono almeno 750.000 i fedeli, di cui l’80% appartie-ne alla dottrina evangelica.