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La riforma protestante

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Quest’anno si celebrano i 500 anni della riforma protestante il cui inizio viene fatto coincidere con l’affissione delle 95 tesi di Lutero sulle indulgenze alla chiesta di Wittenberg , ma chi era costui?
Martin Lutero era un monaco agostiniano che era contrario al lusso e alle troppe ricchezze possedute dalla Chiesa e soprattutto al meccanismo delle indulgenze , il quale garantiva l’assoluzione di tutti i peccati commessi in vita , dietro pagamento di una somma; Lutero riteneva che l’uomo fosse succube della volontà di Dio e che quindi le buone azioni che avevano come fine la salvezza ultraterrena fossero inutili , infatti credeva che quest’ ultima dipendesse esclusivamente dalla misericordia di Dio.
La critica era rivolta soprattutto contro il vescovo della basilica di San Pietro a Magdeburgo e a Johannes Tetzel che era incaricato di divulgare le modalità con cui ottenere le indulgenze,così facendo i due riuscivano ad ottenere grandissime somme di denaro devoluti alla basilica di San Pietro e spartiti fra il Papa e il vescovo. Nel mirino di Lutero avevamo anche il problema della messa in latino che escludeva la maggior parte della popolazione dalla comprensione della parola di Dio ; nacquero così nel 1517 le 95 tesi di Wittenberg che passeranno alla storia come il manifesto del movimento.
Nonostante il monaco volesse rivolgere le sue tesi ai vescovi e ai teologi,queste divennero estremamente popolari ; la riforma di Papa Leone X fu durissima , infatti egli condannò le tesi luterane con la bolla Exurge Domini riaffermando il potere della Chiesa,ma Lutero riuscì a raccogliere consensi da parte dei principi e dei teologi tedeschi che lo seguirono verso lo scisma. La rottura definitiva tra la Chiesa cattolica e la riforma luterana avvenne nel 1520 con i successivi scritti del monaco , nel 1521 fu scomunicato da Papa Carlo V con l’Editto di Worms. Il principe tedesco Federico di Sassonia lo salvò dall’arresto e rifugiandosi presso di lui completò la traduzione delle Sacre Scritture , utilizzando nuovi metodi di stampa e traducendo i testi sacri il monaco permise la rapida diffusione della sua dottrina in tutto il continente.
La riforma si diffuse soprattutto nel cuore dell’Europa e nelle aree settentrionali,mentre nel Mediterraneo ebbe scarso rilievo , per quanto riguarda l’Italia inizialmente la Chiesa romana riuscì a tenere sotto controllo la popolazione e impedì la diffusione della riforma attraverso l’Inquisizione e la censura.
Tuttavia nel corso del XVI secolo si diffusero anche nel nostro Paese diversi circoli simpatizzanti protestanti, i principali furono Venezia,Napoli e Ferrara e il movimento prese piede anche tra il clero sia con posizioni estremiste sia moderate. Per contrastare ciò la Chiesa Romana cominciò ad intervenire attraverso provvedimenti di carattere politico , istituzionale e teologico , a questa reazione contro la diffusione del protestantesimo si da il nome di Controriforma e si sviluppò tra il 1550 e il 1660.
Per i Cattolici la loro era un riforma vera contrapposta a quella dei protestanti , i quali al contrario sostenevano che la riforma vera fosse la loro.
Con la Controriforma il movimento uscì dalle ristrette cerchie di intellettuali e si diffuse tra le masse mediante la predicazione di alcuno frati che col procedere del Concilio di Trento si ritrovarono ad appartenere a posizioni eretiche.
Con la chiusura del Concilio di Trento e con la definitiva condanna di posizioni altrimenti moderate e, quindi, con la conseguente posizione intransigente dalla Chiesa, un numero abbastanza elevato di intellettuali e di rappresentanti ecclesiastici emigrarono in altri paesi dove tentarono di professare più o meno liberamente la loro fede.
Oggi la religione protestante esiste ancora ed è molto diffusa in tutto il mondo.