Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia Progresso, un bene o un male?

Progresso, un bene o un male?

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Il progresso scientifico e tecnologico ha raggiunto oggi un notevole sviluppo, esso ha apportato miglioramenti considerevoli nella vita dell’uomo ma ha provocato pure un’alterazione dell’equilibrio naturale i cui effetti potrebbero essere catastrofici in un prossimo futuro poi non molto lontano.
La storia ci insegna che l’uomo non ha mai fermato la sua avanzata tecnologica scientifica raggiungendo via via una qualità di vita sempre migliore e improntata alla comodità.
Ha creato, sulla base della propria intelligenza, ciò di cui la natura lo aveva fatto sprovvisto: non sapeva volare ed ha creato mezzi che lo facessero al posto suo, non sapeva vedere al buio ed ha fatto si che anche in assenza del sole ci potesse essere luce.
Ovvi sono così gli innumerevoli aspetti positivi che si potrebbero considerare al riguardo ma la realtà che ci si proietta davanti non è poi così rosea.

C’è chi pensa che questo sviluppo sia negativo, sostenendo che i prodotti artificiali non siano del tutto sicuri, lamentandosi della loro relativa possibilità di inquinare l’ambiente.
Grandi le scoperte in molti campi come i computer, Internet, il cyberspazio, le autostrade, il multimediale, l’interattività, che stanno suscitando ampi consensi.
A volte l’uomo ha sconfinato il limite invalicabile della scienza; ha condotto scoperte che hanno portato alla sua stessa distruzione e questo è il caso della “bomba atomica”.
La conseguenza più vistosa di questa rivoluzione è stata quella di far circolare le informazioni ad una velocità sempre maggiore, senza vincoli geografici.
Nonostante, però, l’abolizione delle barriere spaziali siamo ben lontani dalla creazione di un adeguato linguaggio tecnologico, di comprensione universale.
Le tecnoscienze elettroniche hanno saputo forgiare in linguaggio digitale la realtà quotidiana, dimenticando, però, che il fruitore finale parla e comprende in maniera diversa.
L’euforia tecnologica ha finito, quindi, per generare un’ immagine ipersemplificata dei processi sociali e culturali, assieme ad un riduttivismo esasperato che non riesce a porsi come chiave interpretativa del nuovo mondo sociale.
È questo il pericolo sostanziale che si nasconde dietro la diffusione delle tecnologie: un progresso senza cultura, etica ed arte, un nozionismo elettronico il cui apice verrebbe ad essere la diffusione di tutto a tutti.

Il processo tecnologico non crea però problemi soltanto nelle vie di comunicazione, ma anche a livello ambientale, esso è stato si un indispensabile aiuto allo sviluppo umano e sociale, ma per evitare l’insorgere di problemi, occorre non solo creare nuove regole per contenere questo progresso, ma anche costruire un’etica dell’informazione che sappia preparare i futuri cittadini ad una fruizione “cosciente” dei nuovi sviluppi tecnologici.
La conferma di tutto ciò è ben visibile dalle molteplici problematiche ambientali che siamo chiamati oggi a fronteggiare che altro non sono che l’effetto più esplicito dell’inquinamento prodotto dai prodotti umani.
Questo l’obbiettivo a cui aspirare, sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di un sempre crescente sviluppo ma al contempo affiancare a quest’ultimo un’educazione ad un uso corretto e consapevole.