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Diseguaglianza

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Un tema attualissimo è la continua crescita della disuguaglianza economica mondiale. Non ci interessiamo di un Paese o di una nazione in particolare, ma analizziamo il quadro generale di questo fenomeno.

Secondo i recenti rapporti dell’ ONG Oxfam, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più del restante 99 % e gli otto uomini più ricchi del pianeta possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ovvero la metà della popolazione mondiale. Tutto ciò è dovuto al sistema economico e quindi di potere che si è creato e che possiamo definire per molti versi “criminale”: le multinazionali tentano in tutti i modi di arricchirsi il più possibile dirigendo l’intero sistema a livello globale. L’idea dominante di un mondo in cui il profitto è l’unico fine delle attività umane ed ogni cosa è trasformata in merce interferisce con le politiche e le leggi nazionali che dovrebbero tutelare i diritti fondamentali, smantellando la dignità del lavoro e ostacolando i processi democratici.

Le multinazionali costantemente mettono in atto nuove strategie, quali i trattati di libero commercio e i monopoli generati dalle grandi fusioni, al fine di prendere il controllo delle risorse naturali, dei sistemi alimentari e dell’agricoltura, invadendo i mercati nazionali di prodotti importati che distruggono il tessuto delle economie locali. Questo argomento è stato analizzato e discusso da molti scienziati, tra cui la famosa scienziata indiana Vandana Shiva. Il 30 Gennaio 2017 tenne a Firenze un incontro, che trovò come al solito molta partecipazione, perché è diventata ormai a livello internazionale un punto di riferimento per coloro che si oppongono al sempre più forte monopolio delle grandi corporazioni. Le multinazionali cercano in tutti i modi di avere l’egemonia agricola. Vandana ci mostra come questo atteggiamento abbia gravi conseguenze sulla nostra società: le multinazionali, essendo detentrici di brevetti di semi e pesticidi, danneggiano la fertilità dei suoli, la biodiversità, la salubrità del cibo e la vita stessa di tanti piccoli agricoltori che, soprattutto in India, a migliaia si suicidano ogni anno strangolati dai debiti e dai prezzi ridicoli con cui vengono retribuiti i loro raccolti.
Ad alimentare tutto ciò è anche l’ idea che la scienza debba andare di pari passo con lo sviluppo economico ed essere al servizio di questo, considerando lecita ogni innovazione tecnologica: colui che sollevasse dubbi sarebbe bollato come “antiscientifico”, ma troppo spesso la scienza si è piegata e continua a piegarsi al potere politico ed economico, tradendo la sua stessa natura.
Per risolvere tutto ciò, ci sono varie vie,  perché non è una strada ormai irreversibile come sostengono in molti: proteggere i diritti dei lavoratori, specialmente delle categorie più vulnerabili come i lavoratori domestici, migranti e del settore informale; assicurare che i ricchi e le grandi corporation paghino la giusta quota di tasse, attraverso una maggiore progressività fiscale e misure solide di contrasto all’evasione ed elusione fiscale; intervenire con regole di mercato più eque per valorizzare le produzioni locali.

Bisogna muoversi in fretta e tirar fuori il coraggio per far cambiare le cose. Dobbiamo renderci conto di ciò che sta accadendo intorno a noi ed operare per cambiare la rotta il prima possibile.

Miriam Marinangeli