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DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA GLOBALE

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Divario Tra ricchi e poveri

“Otto uomini possiedono la stessa ricchezza (426 miliardi di dollari) di 3,6 miliardi di persone”. Questa informazione, proviene dal nuovo rapporto di Oxfam, diffuso alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, che analizza quanto la forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando. L’Oxfam è una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo. Ne fanno parte 18 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 nazioni per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. La ricchezza mondiale è esplosa del 27% dallo scoppio della grande crisi finanziaria ad oggi, un decennio nel quale si è via via polarizzata nelle mani di pochi. Oggi, dice il Credit Suisse, una volta sottratti i debiti “basta” un patrimonio di 3.582 dollari per essere nella metà più ricca del mondo. Con quasi 77 mila dollari si entra nella top 10% dei detentori della ricchezza globale e si sale a 770 mila dollari per il ristretto club dell’1%. Significa che tanto è in mano a pochissimi. Ordinando la popolazione mondiale per ricchezza si vede che la metà inferiore possiede meno dell’1% della ricchezza totale, il 10% in cima ne detiene l’88% e l’1% di super-ricchi arriva a concentrare la metà di tutta la ricchezza. In estrema sintesi, è questo che sta accadendo nel mondo. Dove ogni due giorni appare un nuovo miliardario. E dove, allo stesso tempo, 789 milioni di persone si trovano in“povertà estrema”. Dove l’1% più ricco della popolazione si è accaparrato in un anno l’82% dell’incremento della ricchezza netta, contro i 3,7 miliardi di persone più povere, a cui non è arrivato neppure un centesimo (dati marzo 2016-marzo 2017).I miliardari sono sempre più ricchi, al momento se ne contano 2.043, di cui 9 su 10 uomini.                                                                            L’aumento della loro ricchezza nel’ultimo anno, giusto per dare un’idea, è pari a sette volte la quantità di denaro necessaria a far uscire 789 milioni di persone dalla povertà estrema. Questo divario peggiora inoltre al’interno delle singole nazioni. Negli ultimi 30 anni, infatti, la diseguaglianza di reddito è cresciuta in diversi Paesi. «7 persone su 10 – scrive Oxfam – vivono in un Paese in cui la disuguaglianza di reddito è aumentata». Il lavoro spesso non salva dalla povertà e dalla miseria.  Secondo stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), infatti, nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo «quasi un lavoratore su tre vive in condizioni di povertà». Ma non è tutto. Secondo i calcoli dell’Ilo, nel 2016 vivevano in schiavitù 40 milioni di Rosatti Davide 3°E Liceo scientifico Torricelli / Bolzano. persone nel mondo e tra queste ben 25 milioni erano costrette al lavoro forzato. A subire le conseguenze di questa situazione sono spesso giovani e bambini. A livello globale, scrive Oxfam, poco meno del 43% della forza lavoro giovanile è disoccupata oppure ha un lavoro ma è povera. In tutto, più di 500 milioni di giovani hanno a disposizione meno di 2 dollari al giorno. Inoltre, tra quelli che si trovano in stato di schiavitù lavorativa, 4 milioni sono bambini.

Ma esiste una soluzione al problema?

Risulta ormai chiaro che la situazione è diventata critica, data la scarsa organizzazione dei governi dei paesi più ricchi, che non hanno intenzione di preoccuparsi del problema. Aggravano inoltre la situazione le multinazionali e i potenti del mondo, che continuano ad alimentare la disuguaglianza, facendo ricorso al’evasione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e usando il loro potere per influenzare la politica. In questo modo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, molti operai vengono sottopagati e perfino sfruttati. Altri lavorano perfino in nero, con stipendi miseri che non riescono nemmeno a coprire l’intero fabbisogno alimentare. È alquanto difficile fornire una soluzione al problema che abbia effetti nel’immediato, fondamentalmente perché le autorità dei paesi più ricchi traggono maggiori profitti da questo divario e non si preoccupano di cercare una vera soluzione. In questo video di Oxfam possiamo vedere come questa disuguaglianza viene “risolta” da alcuni bambini: https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=DUvxtXhiYt0. In realtà sarebbe possibile negli anni combattere questo divario, ma solo in un modo. Tutti gli stati però, devono farsi responsabili del problema e lavorare tutti insieme ad una soluzione per un interesse collettivo. Solo in questo modo si può contrastare una situazione che sta affliggendo la maggior parte della popolazione mondiale.

Davide Rosatti