Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia IL PARADOSSO DEL MENTITORE

IL PARADOSSO DEL MENTITORE

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Questo paradosso nacque con una nota affermazione di Epimenide di Creta (poeta greco vissuto durante il VI secolo a.C.), il quale  avrebbe dichiarato che “Tutti i Cretesi sono mentitori”. Essendo però lui stesso un Cretese, l’enunciato assume un carattere contraddittorio.

Infatti, ammesso che i mentitori mentano sempre e che quelli che non lo sono dicano sempre la verità, la frase non può essere vera poiché in tal caso Epimenide sarebbe mentitore e quindi ciò che dice sarebbe falso; e non può neppure essere falso perché ne deriverebbe che i Cretesi sono sinceri e, di conseguenza, ciò che dice Epimenide sarebbe vero.

Dal paradosso del mentitore sono derivate elaborazioni diversificate di molti autori attraverso i secoli tra cui quella di Diogene Laerzio: un coccodrillo afferra un bambino che gioca sulle rive del Nilo; la madre del piccolo implora il coccodrillo di restituirle il figlio, ma il coccodrillo fa la seguente proposta: “Dimmi tu quel che farò: se dirai il vero te lo restituirò, se dirai il falso lo mangerò.” La madre allora dice al coccodrillo: “Credo che lo mangerai”. Se la madre ha detto il vero, se ha cioè indovinato che il coccodrillo vuole mangiare il bimbo, allora in questo caso il coccodrillo ha promesso di restituirlo. Ma se il coccodrillo restituisce il bimbo, significherebbe che non lo ha mangiato, e quindi la donna non avrebbe indovinato e non potrebbe salvare la vita del figlio. Il risultato pertanto è sempre il medesimo.

Altre antinomie analoghe alla principale possono essere affermazioni semplici come “Questa frase è falsa” o “Io sto mentendo”, dove il paradosso risulta subito molto più evidente e chiaro perché elimina ogni ambiguità legata al fatto che un mentitore menta sempre ed un sincero dica sempre la verità.

Il problema di fondo è lo stesso anche se proposto in diverse versioni e consiste in un sistema autorefente, cioè un qualcosa che si rifà a se stesso, e quindi abbiamo un risultato che non possiamo né confermare, né tantomeno confutare.

Nel corso della storia esso è stato discusso ampiamente da diversi personaggi di rilievo che hanno tentato di risolvere il paradosso, ma la soluzione più accreditata risulta essere quella di Crisippo, il quale dice semplicemente che ci sono frasi delle quali «non si deve dire che esse dicono il vero e (neppure) il falso; né si deve congetturare in un altro modo, cioè che lo stesso (enunciato) esprima simultaneamente il vero e il falso, bensì che esse sono completamente prive di significato».

Nel cercare una soluzione concreta Guglielmo di Ockham (1285-1350) introdusse la distinzione tra linguaggio e metalinguaggio, sostenendo che solo le frasi autoreferenziali mescolano i due livelli in uno solo.

Oggi, leggendo il paradosso del mentitore, diverse persone hanno provato a spiegarlo riflettendo e interrogandosi sul problema scaturito dalla contraddizione della stessa affermazione che determina due risultati che si escludono a vicenda.

Molti hanno ritenuto il paradosso insolubile, mentre altri hanno provato a rispondervi con diverse idee ed opinioni, altri ancora hanno espresso il loro interesse chiedendo chiarimenti e fonti dalle quali attingere per documentarsi meglio e poter formarsi un’idea più ampia; tuttavia la maggior parte delle persone ha scritto commenti molto diretti e brevi, probabilmente esprimendo idee concepite sul momento.

Beatrice Costantini