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Intelligenza a confronto

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Oggi internet rappresenta per tutti noi uno strumento molto importante, anzi quasi essenziale; ogni giorno, secondo alcune ricerche, quasi due miliardi di persone navigano in rete. Ciò può farci capire come internet, o più genericamente la tecnologia, rappresentano parte integrante della vita dell’uomo dei nostri giorni.

Esso costituisce senza alcun dubbio uno strumento utilissimo ma, come ogni cosa, oltre ad avere i suoi pro ha anche i suoi lati negativi; oltre ai problemi di cui si parla quotidianamente nei giornali e nei notiziari il vero problema che rappresenta internet è quello di essere una sorta di “scatola” all’interno della quale, come già detto, sono “racchiuse” quasi due miliardi di persone, ossia quasi un terzo della popolazione mondiale.

Tutte queste persone sono infatti immerse in una sorta di realtà apparente che, in parte, le allontana dalla vita reale; stiamo vivendo in un epoca in cui la gente è “pigra”, si abbandona cioè completamente all’uso sfrenato dei mezzi tecnologici venendo così meno all’uso della propria intelligenza.

L’intelligenza umana, le nostre capacità di pensiero e di ragionamento vengono messe da parte ed infatti, problemi come questo, sembrano, al pigro occhio umano, irrisolvibili.

Quello sopra riportato può infatti essere un problema apparentemente irrisolvibile che solo un genio è in grado di svolgere; si tratta in realtà di un problema estremamente banale che, però, può essere risolto solo sfruttando la nostra intelligenza, l’intelligenza umana. Un’intelligenza che sta all’origine delle “macchine” dietro alle quali siamo barricati infatti con i loro software che ci sembrano infinitamente superiori a noi in quanto a intelligenza, non sono altro che il frutto del lavoro, dell’impegno e dell’uso dell’intelligenza dell’uomo.

Così andando aldilà dell’apparenza anche nel problema riportato sopra la soluzione risulta essere in realtà molto semplice: se infatti il conto ammonta a venticinque euro ed ognuno dei tre commensali ha sborsato una somma pari a dieci euro, dando poi parte dei soldi che gli erano stati restituiti al cameriere, i soldi risultano essere cosi suddivisi:

– € 25 al ristorante

– € 2 al cameriere

La somma risulta essere quindi € 27 ossia, i tre commensali, come loro stessi sostenevano, hanno pagato    € 9 a testa.

Alessandro Castellani