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La ricchezza in Italia

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Anche in Europa la ricchezza non è distribuita in maniera uguale all’interno della popolazione. Infatti guardando alcuni dati statistici notiamo che lo scorso anno la ricchezza è aumentata del 4% che però è andata a finire in mano di poche persone (
10%). A causa della crisi che domina la nostra economia è cresciuta ancora di più la distanza tra ricchi e poveri.

Facendo ulteriori ricerche su vari siti internet ho cercato di risalire all’origine di questo distacco. Tra le maggiori cause della disuguaglianza di ricchezza troviamo una diversità nel reddito soprattutto dovuto ai compensi o salari del lavoro dipendente; il grado di istruzione che non permette a tutta la popolazione di avere uguali opportunità nell’accesso a nuovi lavori; un altro fattore è l’innovazione tecnologica che ha già rimpiazzato in numerose attività la forza lavoro umana con dei macchinari aumentando così il numero di disoccupati,  demansionato il ruolo di altri o creato dei nuovi lavori precari.

 

La società che governa l’Italia e l’Europa in generale è una società bloccata dove il destino dei figli dipende sempre più dalla condizione dei loro genitori.

Come viene riportato dalla relazione annuale del 2015 della banca d’Italia nella sezione “divari generazionali” l’indebolimento dell’economia italiana ha gravato soprattutto sui giovani, infatti le carriere lavorative sono diventate più intermittenti e i

livelli retributivi iniziali inferiori a quelli dei coetanei di generazioni precedenti nonostante il più alto livello d’istruzione. Per questo penso che una soluzione per la crisi economica e per diminuire il divario tra ricchi e poveri dovrebbe essere sicuramente diminuire la disoccupazione giovanile come elemento virtuoso per far ripartire l’intera economia. Chiaramente si intende che a questo lavoro per poter far diminuire le differenze di ricchezza deve corrispondere un’adeguata retribuzione. Come è già previsto nella nostra Costituzione che nell’articolo 36 recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”.

Infine un’altra soluzione dovrebbe essere di garantire pari opportunità e di ridurre le ineguaglianze  partendo dall’eliminazione delle discriminazioni, fattori che hanno governato il nostro mondo da sempre.

Laura Piccotti