Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia A volte i tristi ricordi aiutano a crescere

A volte i tristi ricordi aiutano a crescere

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La memoria conserva informazioni relative ad eventi, immagini e sensazioni che si sono vissuti. Le esperienze memorizzate si possono rievocare, riconoscendole come stati di coscienza trascorsi. In generale essa è la capacità di conservare tracce più o meno complete di uno o più ricordi.
Si arriva a pensare che la memoria sia come un archivio di dati fissi, dove si può entrare ogni volta che si vuole; spesso invece scorre dal presente al passato, perché nel presente andiamo a rammentare cose successe, rivestendole di nuovi significati emotivi. “Ricordo” deriva dal latino “re-cordor” e significa “richiamare al cuore”; esso è individuale e soggettivo e viene filtrato in base alle esperienze impresse, o a quelle che tornano nella mente quando meno ci si aspetta.
Talvolta accade che la memoria neghi, cancellandole, le esperienze pregresse, e che porti la persona a non volerle considerare, quasi non le avesse mai vissute. Si tratta il più delle volte di esperienze spiacevoli, che si preferisce dimenticare. Nella mia vita di adolescente posso dire di aver già vissuto esperienze personali che sarebbe meglio archiviare e non ricordare. Ho invece imparato a considerare che il ricordo di fatti o di emozioni spiacevoli può avermi anche aiutata a crescere. La mia esperienza personale mi ha insegnato ad andare avanti e che di fronte ad un ostacolo non bisogna fermarsi, perché alla fine si può superare, anche se il ricordo dell’evento spiacevole rimane sepolto in fondo al cuore.
Dobbiamo però considerare che gli adolescenti spesso sono molto sensibili e che dovrebbero vivere il meno possibile esperienze dolorose, che ricorderebbero poi per tutta la vita.

Samantha Olivieri