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La memoria

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Semplicemente un archivio di ricordi?

La memoria è la capacità del cervello di conservare informazioni, ovvero quella funzione
psichica o mentale volta all’assimilazione, alla ritenzione e al richiamo, sotto forma di
ricordo, di informazioni apprese durante l’esperienza o per via sensoriale.
La memoria è presente, a vari livelli, in
tutti gli esseri animali. La sua importanza
primaria sta nel fatto che non esiste
alcun tipo di azione o condotta senza
memoria (ad esempio nella condotta
sociale, oppure nei fenomeni di rinforzo
nell’apprendimento animale). Si può
considerare inoltre la memoria come
una delle basi che rendono possibile la
conoscenza umana e animale, proprio in
virtù della capacità di apprendimento, assieme ad altre funzioni mentali quali elaborazione,
ragionamento, intuizione e coscienza. La memoria può essere paragonata a un enorme archivio, all’interno del quale l’individuo
può conservare tracce della propria esperienza passata, cui attingere per riuscire ad
affrontare situazioni di vita presente e futura.
La scienza descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione della memoria e dei
ricordi: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero. Sebbene non si tratti
di stadi necessariamente separati e in sequenza, essi rappresentano l’intero processo
dell’elaborazione.
1. Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto
di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la
memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia
le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto;
2. Fase di ritenzione: in questa fase il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una
condizione stabile e a lungo termine
3. Fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a
lungo termine alla memoria di lavoro affinché venga utilizzata.

La memoria umana è composta da una serie di sistemi interconnessi. Non possediamo
una sola memoria, ma molte memorie. Tra i classici e i primi modelli esplicativi della memoria ritroviamo il famoso modello di Atkinson e Shiffrin (1968), dove si afferma l’esistenza di tre tipi di memoria: memoria sensoriale, memoria a breve termine (MBT) e memoria a lungo termine (MLT).
La memoria a breve termine (MBT) contiene le informazioni per un periodo di tempo molto breve, solitamente il tempo stimato corrisponde a una decina di secondi. Dopo questo tempo, la traccia decade.
La memoria a lungo termine (MLT) è un archivio avente capacità quasi illimitata, dove
sono conservate tutte le esperienze e le conoscenze acquisite nel corso della vita e quelle
che corrispondono al nostro carattere o temperamento. La memoria a lungo termine si
suddivide in memoria esplicita o memoria dichiarativa e memoria implicita o memoria
procedurale.
La memoria esplicita, o dichiarativa, comprende tutto ciò che può essere descritto
consapevolmente dal soggetto ed è suddivisa in memoria episodica, memoria semantica e
memoria autobiografica. La memoria procedurale o implicita, al contrario, contiene abilità
motorie, percettive e cognitive.
Abbiamo detto che la memoria può essere paragonata ad un archivio. Questo però non ha
caratteristiche statiche e passive ma può essere definito come un costruttore attivo di
rappresentazioni sul mondo. In tal senso, la memoria è considerata ricostruttiva e non
riproduttiva nella sua modalità di funzionamento.
Per comprendere al meglio questo concetto, è possibile reperire in rete un estratto di un
documentario, che approfondisce questo argomento, condotto da Alberto Angela:
https://www.youtube.com/watch?v=s-IopOlvcnU .
Questo video spiega, infatti, che col tempo anche le memorie a lungo termine tendono a
scomparire se non le richiamiamo alla mente con una certa frequenza. Quando però
richiamiamo un ricordo, lo rielaboriamo. Durante questo processo possiamo compiere
anche errori oppure aggiungere e modificarne dettagli. A tal proposito, è possibile che si
verifichi il fenomeno del negazionismo, ovvero la negazione di eventi del passato che
hanno avuto anche notevole importanza, come per esempio l’olocausto.
Per Questo motivo è importante che i ricordi non vengano seppelliti nella memoria, nel
passato, ma che vengano quindi mantenuti vivi alla nostra coscienza.

Davide Rosatti