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L’evoluzione dell’atomo

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Già dall’antichità era noto che tutto ciò che ci circonda è costituito da particelle piccolissime non visibili all’occhio umano: gli atomi.

Nell’ antica Grecia un filosofo, Democrito, fu atomista.  Alla base di tutta la sua ricerca lui poneva l’obiettivo di trovare una spiegazione causale unitaria di questa molteplicità di manifestazioni e aspetti del mondo fisico e umano.
Per Democrito nulla avviene a caso, tutto avviene secondo una ragione. Non basta accontentarsi dell’osservazione della molteplicità dei fenomeni: occorre risalire mediante un procedimento intellettuale alla conoscenza di ciò che non è visibile. La vera conoscenza è quella che consente di accedere al piano nascosto che sfugge ai sensi. Qui essa trova i costituenti di tutte le cose: gli ATOMI e il VUOTO.

Gli atomi sono quindi particelle indivisibili talmente piccole che non possono essere singolarmente percepite da alcun organo di senso. Sono i costituenti ultimi della realtà. Secondo Democrito vi è un grande vuoto con atomi sparsi qua e là dotati di movimenti pulviscolari: essi vagano casualmente finché non si urtano gli uni contro gli altri; gli atomi si scontrano e assumono nuovi movimenti.
Un criterio fondamentale d’aggregazione è dato dal principio che il simile si aggrega con il simile. Ma non vi è un agente esterno che fa avvenire le aggregazioni.

 

Nel 1808 John Dalton propone un modello di atomo in grado di spiegare le leggi ponderali della Chimica: l’atomo è visto come una particella indivisibile. Ben presto ci si rese conto che un simile modello teorico di atomo non era in grado di spiegare i fenomeni elettrici e nemmeno la natura dei legami che uniscono tra loro gli atomi per formare le molecole.

 

 

 

 

Verso la fine del XIX secolo, il fisico britannico J.J. Thomson propone un modello di atomo che prevede un’omogenea distribuzione di particelle positive e negative, sparse come le uvette e i canditi nel panettone.

 

 

 

 

Nel 1913 il fisico danese Niels Bohr  propone un modello atomico che si basa sui seguenti punti:

1. l’elettrone percorre solo determinate orbite circolari quantizzate

 2. l’elettrone assorbe energia solo se salta da un’orbita a un’altra di livello energetico maggiore

 3. se l’elettrone torna a un livello di energia minore l’atomo emette energia, sotto forma di fotoni

4. l’energia della luce, emessa o assorbita, è uguale alla differenza di energia delle due orbite

5. ogni salto è rivelato da una riga dello spettro.

 

 

 

 

 

 

Tutti i modelli atomici proposti implicano il superamento dell’indivisibilità dell’atomo che era stata postulata da Democrito. Oggi sappiamo che l’atomo è costituito da particelle negative chiamate elettroni che ruotano intorno al nucleo, particelle positive chiamate protoni e particelle neutre chiamate neutroni. Non solo l’atomo è divisibile, ma, come si scoprirà poi, anche le particelle subatomiche che costituiscono il nucleo sono a loro volta composte.

Melissa Dragoni