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LA TEORIA ATOMICA

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La teoria atomica è la teoria fisica secondo la quale tutta la materia è costituita da unità elementari chiamate atomi. Questa teoria si applica agli stati della materia solido, liquido e gassoso.
Nella sua definizione l’atomo è una struttura nella quale è normalmente organizzata la materia nel mondo fisico o in natura. Più atomi formano le molecole, mentre gli atomi solo a loro volta formati da costituenti subatomici quali i protoni ( con carica positiva), i neutroni (privi di carica) e gli elettroni ( carica negativa).
L’atomo era così chiamato perché inizialmente era considerato l’unità più piccola e indivisibile della materia ma verso la fine dell’Ottocento fu dimostrato che esso in realtà era divisibile, essendo a sua volta composto da particelle più piccole ovvero le particelle subatomiche.
I primi che si fecero domande sull’origine della materia furono in età arcaica alcuni filosofi greci, quali Leucippo, Democrito, ed Epicuro che ipotizzarono che la materia non fosse continua, ma costituita da particelle minuscole e indivisibili fondando così la “teoria atomica”. Questa corrente filosofica fondata da Leucippo venne chiamata “atomismo”. Questa teoria supponeva che i diversi “atomi” fossero differenti per forma e dimensioni.
Democrito propose la “teoria atomica” secondo cui gli atomi sono indivisibili, immutabili, infiniti e durano per sempre e le loro infinite combinazioni danno luogo alla straordinaria varietà dei fenomeni e della materia. Mentre Platone ed Epicuro abbracciarono la teoria atomistica di Democrito, Anassagora suo contemporaneo affermava che gli atomi non erano la sostanza più piccola ma che potessero essere formati a loro volta da parti più piccole. Simile a quello di Anassagora, è il pensiero di Aristotele secondo il quale una sostanza può essere suddivisa all’infinito in particelle sempre più piccole e uguali tra loro.
Durante il Medioevo e il Rinascimento la storia della chimica e degli atomi si confonde con quella dell’alchimia. I chimici che alla fine del settecento hanno contribuito alla nascita della chimica classica non si interrogarono sulla natura della materia ma Lavoisier e Proust per esempio enunciarono due leggi su cui si sarebbe fondata la teoria atomica di John Dalton.
Infatti nel primo decennio dell’Ottocento Dalton enunciò la teoria atomica: la materia è costituita da atomi indivisibili è indistruttibili; gli atomi di uno stesso elemento chimico sono uguali tra loro, quelli di elementi diversi hanno proprietà diverse. Dalton chiamò ogni combinazione di atomi molecola, che è il più piccolo costituente di un composto chimico.
I chimici accettarono rapidamente le ipotesi di Dalton mentre la comunità dei fisici accolse con scetticismo la teoria atomica. Successivamente Einstein, fin dalla tesi di laurea, dimostrò l’esistenza del moto molecolare nel ” modo browniano”; ma anche il grande scienziato si trovò in difficoltà ad accettare i nuovi sviluppi dell’atomo quantistico. Il principio di indeterminazione di Heisenberg difeso dalla scuola di Copenaghen e Bohr, lo trovò in contrasto con questa descrizione non deterministica della fisica sub-atomica. Tale mondo sub-atomico indeterminato dove le “particelle” si muovono su orbitali e non su orbite, da allora, ha ricevuto solo conferme dalla comunità scientifica.
Laura Piccotti