Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia
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Gentile signor Strada,
mi chiamo Lucia e ho 16 anni. Qualche anno fa lessi il suo libro
“Pappagalli verdi”, e mi ricordo che mi colpì molto. Era già a conoscenza
delle crudeltà che avvengono nel mondo, ma leggendolo mi sono
immedesimata nei personaggi e ho capito cose che prima mi sarebbero
state impossibili da comprendere. In realtà io non posso neanche in piccola
parte capire cosa si prova a vivere in mezzo a una guerra.
Spesso le persone danno per scontato la fortuna che hanno. Io ho una
sorella di quattro anni e sono grata del fatto che per lei la guerra sia una
lotta con i cuscini o una battaglia con le pistole ad acqua. Non posso
pensare che in questo momento dei bambini stanno morendo a causa di
adulti che non riescono a comprendere, fino in fondo, le conseguenze delle
loro azioni. Se le persone riuscissero a fermarsi, a essere felici con ciò che
hanno, ci sarebbero ancora guerre? C’è davvero qualcosa di più importante
della vita di persone innocenti?
Dopo aver visto ciò che ha visto, spera ancora in un mondo migliore?
Ci sono momenti in cui penso che non andrà meglio, che la situazione
potrà solo peggiorare. È possibile che non si possa fare niente?
Io sono giovane, troppo per comprendere cosa spinge le persone a fare
determinate azioni o a comportarsi in determinati modi, però una cosa la
so: dobbiamo cambiare, cambiare prima noi stessi e poi, pian piano, forse
le cose miglioreranno.
Leggere il suo libro mi ha fatto provare molte emozioni. Vorrei chiederle
cosa provava Lei mentre i protagonisti delle sue storie raccontavano cosa
le aveva portate nel suo ospedale. Quali erano le sue emozioni e i suoi
pensieri? E adesso, se ci ripensa, cosa prova? Dopo quell’esperienza, è
cambiato il suo modo di vedere il mondo?
Secondo Lei, cosa dovrebbero e potrebbero fare le persone, che come me
non hanno un ruolo fondamentale, per contribuire a migliorare questa
situazione?
La ammiro per quello che ha fatto e sono certa che se più persone fossero
come lei il mondo sarebbe un posto migliore e più sicuro.
Io non penso che andrò mai ad aiutare fisicamente le persone in paesi dove
c’è la guerra come ha fatto Lei, però spero di poter contribuire lo stesso a
cambiare le cose.
Cordiali saluti

Greggio Lucia