Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia CHI HA TEMPO NON PERDA TEMPO

CHI HA TEMPO NON PERDA TEMPO

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Gentile Elisabetta Tromellini ultimamente mi sono interessato alla salute del nostro pianeta e così mi sono imbattuto in due fenomeni:“cambiamenti climatici” ed “effetto serra”. Da alcuni decenni a questa parte si sente tanto parlare di come essi influenzino la natura e siano influenzati dell’agire umano. Infatti l’effetto serra, anche se è un processo attuato dall’atmosfera per permetterle di aumentarne la temperatura, dipende dalla quantità di gas serra presenti nell’aria che è aumentata da un secolo a questa parte a causa del’esalazione di CO2 da parte delle fabbriche e delle macchine costruite dall’uomo. Ciò causa l’aumento della temperatura del pianeta e ne modifica il clima provocando inondazioni, desertificazioni, alluvioni, lo sciogliersi dei ghiacci e il successivo innalzamento dei mari. Ma queste sono solo le conseguenze dell’inquinamento dell’aria senza andare a considerare quello dell’acqua e del terreno, che causano l’inacidirsi dei suddetti, e lo sfruttamento delle risorse naturali fino all’osso, come il disboscamento. Tutto ciò comporta il cambiamento climatico e la variazione degli ecosistemi e quindi nuove difficoltà per gli animali che vi vivono, aumentando così anche il numero di specie in via di estinzione o protette. “L’uomo è stato dotato della ragione e del potere di creare, così che egli potesse aggiungere del suo a quanto gli è stato donato. Ma finora egli non ha mai agito da creatore, ma soltanto da distruttore. Rade al suolo le foreste, prosciuga i fiumi, estingue la flora e la fauna selvatica, altera il clima e abbruttisce la terra ogni giorno di più”(Anton Chechov). Per completare il tutto però non si deve dimenticare che tutti questi fenomeni non interessano solo gli animali ma anche gli stessi esseri umani anch’essi colpiti dall’inquinamento atmosferico, idrico e dei campi di coltivazione. Perciò ci stiamo avvelenando con le nostre stesse mani, in quanto tutto ciò che direttamente o indirettamente riversiamo di inquinante nell’ambiente torna indietro come un boomerang e inevitabilmente ci colpisce. A testimonianza di ciò si è registrato un aumento della mortalità a causa anche di malattie provocate dall’inquinamento o di altri fenomeni correlati. Ma è possibile che tutto ciò sia causato dall’uomo? Purtroppo si. Con l’utilizzo di sostanze come il petrolio e il carbone per la produzione di energia è inevitabile la sintesi di scarti come l’anidride carbonica. Inoltre tali risorse impiegano qualche centinaia di milioni di anni per formarsi e perciò vengono chiamate non rinnovabili dato che si esauriscono molto rapidamente. Ma ormai grazie all’avanzamento tecnologico si è scoperto come sfruttare delle risorse naturali dette rinnovabili, ovvero risorse che sono sempre esistite e che sono inesauribili, come il sole, il vento, i geyser o grandi flussi d’acqua. Tali fonti di energia non vengono molto usate in quanto la costruzione di impianti per la loro conversione in energia può essere molto costosa e non può essere attuata dappertutto ma solo in specifici luoghi dove una risorsa rinnovabile è molto presente. Ma rispetto alle difficoltà di estrazione, ritrovamento e rinnovamento, oltre che l’inquinamento, che presentano quelle non rinnovabili, gli impianti geotermici, eolici o fotovoltaici dovrebbero essere molti di più e invece continuano ad essere in minoranza. Anche se si iniziano a utilizzare questi impianti che non producono inquinamento, rimangono ancora numerose le piattaforme petrolifere o i siti di estrazione del carbone. Aumenta sempre di più la sensibilizzazione verso le fonti d’energia rinnovabili ma in ogni caso il mondo rimane spartito in due parti: da un lato vi sono Paesi che fanno atti concreti utilizzando quasi esclusivamente fonti d’energia rinnovabili, mentre dall’altro vi sono Paesi che non hanno intenzione di fermare lo sfruttamento di risorse non rinnovabili come Paesi in via di sviluppo o che basano la maggior parte della loro economia su di esse. Un esempio di quest’ultimi possono essere gli USA che vogliono mettere fine all’accordo internazionale sui cambiamenti climatici. Ma non si può andare avanti così, questa non è una di quelle cose che si può rimandare, non è questo il momento di temporeggiare bensì quello di decidere e agire, dato che “più a lungo aspettiamo, più difficile sarà risolvere il problema” (John Kerry). Spero che al più presto si intervenga in modo globale e che almeno si riesca a fermare o almeno rallentare l’innalzamento delle temperature per il futuro. Infatti ormai il fenomeno è irreversibile, i pochi gradi in più della temperatura terrestre rimarranno causando squilibrio, ma almeno dobbiamo riuscire a fermare tale effetto per il futuro. Dobbiamo pensare ora al futuro perché è nel presente che esso ha le sue fondamenta. “Non possiamo consegnare ai nostri figli un pianeta divenuto ormai incurabile: il momento di agire sul clima è questo!” (Barack Obama)

Paolo Fiorucci