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Lettera Allo Spazio

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Gentile Signor Nespoli,
sono Amanpreet Kaur e ho 16 anni. Frequento il Liceo Scientifico Evangelista Torricelli di
Bolzano. Sto lavorando per la Festa della Scienza e Filosofia come ambasciatrice. Ci è stato
dato il compito di scrivere una lettera ad un ricercatore, io ho scelto di scrivere a Lei. Io la
seguo da diversi anni, di preciso dal 2011, quando Lei è tornato la seconda volta dallo
Spazio. Siccome in quegli anni ero ancora molto piccola per capire alcune cose, ho letto di
recente il Suo libro “Dall’alto i problemi sembrano più piccoli”. L’astronomia mi ha sempre
appassionata e dopo aver letto il Suo libro il mio interesse per l’astronomia è cresciuto. Non
sono una persona che legge molti libri, ma il Suo libro mi ha costretta a leggere tutto il libro
senza saltare una singola parte. Personalmente penso che il Suo libro sia una motivazione
per tutte le persone che hanno il sogno di fare qualcosa ma non si sentono in grado di
raggiungere il loro obiettivo. Dal Suo libro, ho imparato che nella vita è importante provare,
non arrendersi e dare il massimo in ciò che si fa. La frase che mi ha particolarmente colpita
è: “Le stelle non sono poi così lontane!”.
Siccome sono una persona molto curiosa, ho molte cose da chiederle con la speranza di
ottenere una risposta da parte Sua. Innanzitutto vorrei dirle che ho cercato molto ma non ho
trovato nulla di convincente nella la rete, perciò ho pensato di chiederle alcune cose in prima
persona. Sono molto curiosa di sapere in che modo è nato l’interesse per l’astronomia. Nella
vita di ogni persona succede qualcosa di molto importante che lo spinge a fare qualcosa,
che poi diventa il sogno della vita.
La seconda cosa che mi incuriosisce molto è il fatto che Lei è stato nello Spazio diverse
volte, e ovviamente penso che siano tutte molte significative nella Sua vita, ma la volto che
lei ritiene bella, quale è stata? E perché la ritiene più bella?
Gentile Signor Nespoli, l’ultima cosa che volevo chiederle non è inerente all’argomento del
quale ho parlato fino ad ora; siccome oggi ci sono ancora alcuni genitori che non lasciano i
propri figli decidere che tipo di percorso di studio fare, vorrei sapere da Lei se scegliere di
diventare un ingegnere, astronauta e militare era una Sua scelta. E lei come un genitore
lascerebbe i Suoi figli scegliere quello che fare nella vita?
Sperando di avere una Sua risposta, la saluto.
Cordiali Saluti,
Amanpreet Kaur