Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia ANIMALI “CHE CONTANO”

ANIMALI “CHE CONTANO”

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Lettera indirizzata al Dott. Gionata Stancher, biologo evoluzionista e etologo

Carissimo Dott. Stancher, mi chiamo Francesca e sono una studentessa del quarto anno del Liceo delle Scienze Umane di Nocera Umbra. Io e una mia compagna di classe abbiamo intrapreso questa nuova esperienza di alternanza scuola-lavoro, ossia la collaborazione con il grande evento di Festa di Scienza e Filosofia e fin dall’inizio sono rimasta colpita dagli ospiti che avremo l’onore di conoscere; uno dei tanti che mi ha incuriosita per i suoi studi ed interessi è stato proprio lei.
Dopo essermi informata sui contenuti delle sue ricerche, le chiederei se può fornirmi una spiegazione di cosa si intenda per “cognizione animale”. La cosa che di più mi ha sbalordita, perché prima d’ora non mi era mai capitato di incontrarla, è quella di animali che “praticano” la matematica, come anche lei ha avuto modo di constatare.
Come nasce questa sua curiosa esperienza di ricerca? È vero che gli animali possono riconoscere i numeri? L’argomento mi ha interessata e mi ha fatto imbattere, girovagando per internet, in un’altra notizia del genere, che riporto testualmente: “Oggi, fra gli uccelli, c’è una vera star della matematica. Si chiama Alex ed è un pappagallo cenerino africano. Pazientemente, la psicologa Irene Pepperberg della Brandeis University in Waltham, Massachusetts, lo ha seguito per 27 anni, insegnandogli un vasto vocabolario di parole inglesi e fra queste i nomi di sette colori, di cinque forme e i numeri da uno a sei.
Quando gli si chiede quanti oggetti ci siano in un vassoio risponde nel suo migliore inglese con il numero corrispondente, anche se gli vengono presentati oggetti mai visti prima. La cosa più sorprendente, secondo Pepperberg, sarebbe la conquista dello zero, un concetto difficile della matematica, lo zero, al quale i bambini arrivano soltanto all’età di tre o quattro anni. Nelle prove delle sue abilità di calcolo usa correttamente il termine ‘nessuno’ in assenza di una quantità numerica da calcolare. Questa conclusione è un po’ azzardata ed è stata infatti contestata da molti altri esperti.
Alex non ha capito probabilmente cosa significhi addizionare o sottrarre zero a un numero, ma più semplicemente potrebbe rispondere “none” quando non riesce a identificare il numero degli oggetti che si trova di fronte. E questa è forse l’osservazione più sensata riguardo alla sua padronanza del concetto di zero.” (In Internet: Progetto Polymath – La matematica e gli animali)

Conosceva questa storia? Quante ne potrebbe raccontare di simili, ricavate dalle sue esperienze?Per noi studenti, che abbiamo sempre più difficoltà ad apprendere la matematica, notizie del genere sono veramente sorprendenti.

La ringrazio quindi per tutto ciò che vorrà raccontarmi sugli animali e i numeri e sono veramente onorata di essermi relazionata con lei.
Cordiali Saluti

Francesca Brunelli