Home News Festa di Scienze e Filosofia 2019 Gli Alpini a Foligno per il ventennale. Roberto Lupi: “Giorni di grandi...

Gli Alpini a Foligno per il ventennale. Roberto Lupi: “Giorni di grandi emozioni e ricordi”

380
0
SHARE
Il presidente Roberto Lupi insieme al professor Pierluigi Mingarelli

Intervista al presidente della sezione di Piacenza dell’Ana, a capo della delegazione che ha partecipato alla due giorni di celebrazioni

Trasferta in Umbria per la sezione di Piacenza dell’Associazione Nazionale Alpini, guidata dal presidente Roberto Lupi. L’occasione è stata la celebrazione per i vent’anni del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno, che si è tenuta nel weekend del 18 e 19 maggio. Una due giorni all’insegna dell’amicizia, segnata nella giornata di sabato dalla visita degli Alpini nella sede di via Isolabella ed in quella di domenica dalla Santa Messa celebrata nella chiesa folignate di San Nicolò e dal concerto a cui ha fatto da sfondo l’Auditorium San Domenico e che ha visto salire sul palco la Corale del Torrino e gli stessi Alpini. E proprio in occasione del concerto, il presidente Lupi ha raccontato in un’intervista sensazioni ed emozioni della due giorni vissuta a Foligno. 

Presidente Lupi, questa trasferta folignate è stata per voi Alpini un po’ un ritorno a casa, perché dopo il terremoto del 1997 siete arrivati in città, vi siete rimboccati le maniche e avete lavorato sodo, facendo a Foligno un grande regalo che si chiama Laboratorio di Scienze Sperimentali. Quali sono, oggi, le sensazioni?

Sicuramente è stata una due giorni ricca di emozioni e di ricordi. Io, per motivi di lavoro, non ero presente dopo il sisma del ’97, ma all’interno della sezione si è sempre parlato dell’esperienza di Foligno, ricordandola non tanto per la tragedia del terremoto quanto per la bella amicizia e per questo spirito di corpo che aveva coinvolto non solo gli alpini, ma anche la popolazione. Ed è bellissimo che a distanza di vent’anni ci si ritrovi con lo stesso spirito di allora. 

Il direttore del Laboratorio, Pierluigi Mingarelli, accogliendovi sabato sera ha detto: “Grazie a voi abbiamo imparato a sognare, perché è grazie a voi che siamo rinati dalle macerie”. È questa, possiamo dire, la filosofia che vi accompagna nelle vostre attività?

Sulle montagne vicino a Trento c’è inciso a caratteri cubitali un motto che recita così: “Per gli alpini nulla è impossibile”. E noi ci muoviamo alla luce di questo motto. Dove possiamo cerchiamo di dare aiuto con quello spirito di corpo che ci contraddistingue, che abbiamo acquisito durante il servizio del militare. Siamo stati molto contenti e abbiamo molto apprezzato le parole del professor Mingarelli e l’aver potuto realizzare insieme questo sogno. Questo Laboratorio non è stato un sogno solo per chi oggi ci lavora e ci collabora, ma lo è stato anche per noi. E poter ritornare qui, oggi, con tante di quelle persone che allora si erano impegnate vent’anni fa, trascorrendo qui magari le loro ferie per lavorare, è stato bello ed emozionante. 

E tra gli aneddoti raccontati c’è proprio il fatto che gli Alpini arrivarono a Foligno il 2 gennaio, quindi in un periodo di festa, a ridosso delle festività natalizie. Lasciarono le loro famiglie a casa e si misero in viaggio verso Foligno per scrivere quella che è stata apostrofata come una bellissima pagina di solidarietà e di amicizia.

Sì, è vero. Sabato 2 gennaio una delegazione della nostra sezione si presentò a Foligno per capire il tipo di lavoro che si sarebbe dovuto fare. Come ho già detto, io non c’ero ma posso dire che a prima vista non si prospettava una situazione facile da gestire. Gli Alpini dissero comunque sì e il 24 gennaio partirono i lavori che si conclusero, poi, con l’inaugurazione di maggio. Diciamo che a differenza di oggi la burocrazia non ci bloccò allora, i tempi erano diversi. Si potevano fare tante belle cose, oggi invece non è più così. Lo stiamo vedendo, purtroppo, in alcune zone terremotate del Centro Italia, come Accumoli dove pur avendo risorse economiche, volontari e persone la burocrazia ci sta bloccando. 

Gli alpini, quindi, sempre in prima fila. Lo siete stati dopo il terremoto del ’97, dopo quello del 2016 e lo sarete sicuramente anche in futuro. Tornerete di nuovo a Foligno?

Sicuramente torneremo per il trentennale, ma speriamo anche prima. Ormai c’è questo spirito di amicizia che ci lega, lo testimonia anche il fatto che il direttore Mingarelli viene spesso a Piacenza a trovarci in occasione alcune nostre celebrazioni. Quindi, torneremo sicuramente e speriamo che avverrà sempre per trascorrere bei momenti come quelli che stiamo vivendo in questi giorni. 

Il cappello degli Alpini è tra i simboli scelti dal Laboratorio di Scienze Sperimentali per celebrare il ventennale, a testimonianza di un legame indissolubile e con il quale vi si vuole dire ancora una volta grazie.

Abbiamo molto apprezzato questo pensiero e soprattutto sapere che il portachiavi celebrativo del ventennale, dov’è presente anche il nostro cappello, è frutto del lavoro di studenti. Concludo dicendo che un altro dei nostri motti è “Sotto il cappello c’è sempre un fratello” e non c’è occasione migliore di questa per dimostrarne la veridicità.