Home Ambasciatori della Festa di Scienza e Filosofia La disinformazione fa leva sulla pigrizia

La disinformazione fa leva sulla pigrizia

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Le fake news sono articoli contenenti informazioni inventate e fittizie con l’intento di divulgare disinformazione attraverso i mezzi di comunicazione.

Con l’arrivo di internet e soprattutto con la diffusione dei social media, di facile accesso per chiunque, è notevolmente aumentata la diffusione di notizie, rumor e gossip. Il rischio più grave è la facilità con cui la tecnologia può far apparire reali i contenuti falsi. I social media sono uno strumento indubbiamente utile per informare, ma hanno anche il potere di disinformare, manipolare e controllare l’opinione pubblica.

A tal proposito i social stanno sfruttando gli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale, con le tecniche deep learning, per delegarle sempre più il compito di esaminare i contenuti illegali. E magari bloccarli prima che siano visti da qualche utente.
Nell’ultimo Report sull’applicazione degli Standard della Community Facebook comunica di essere riuscito a rimuovere il 98% dei video e delle foto a tema terroristico, prima ancora che qualcuno potesse vederli o segnalarli.

Per identificare e classificare oggetti di qualsiasi tipo presenti nei video, sono utilizzati sistemi sofisticati di machine learning, grazie ai quali Facebook è in grado di “intercettare” contenuti pericolosi.
Un monitoraggio dei video in tempo reale, che fa uso delle reti neurali artificiali (sistemi di deep learning in grado di riconoscere immagini e linguaggio) intercetta le caratteristiche e i comportamenti di oggetti noti, classificati secondo percentuali diverse in base al grado di “fiducia/non pericolosità”.

Bisogna però tener conto della la suscettibilità individuale alle notizie false in realtà che è guidata più da un pensiero “pigro” – ossia dalla mancanza di pensiero analitico – che da un pensiero “di parte”: le persone si lasciano persuadere delle varie forme di disinformazione.
Purtroppo, molte volte non si ha l’accortezza di porsi interrogativi sulla veridicità di ciò che si legge e involontariamente, si finisce con il credere a delle menzogne; questo atteggiamento in termini filosofici viene definito come sottomissione al dogma in quanto ci si ferma alla doxa (opinione, conoscenza incerta) e non si aspira al raggiungimento dell’alètheia, l’idea di verità come oggettività dei fatti, opposta alla soggettività delle opinioni, attraverso la sophìa (conoscenza, sapienza) e l’evidenza scientifica.

Attuale risulta la distinzione del filosofo Eraclito tra “dormienti”, ovvero, tutti coloro che si fermano all’apparenza e alla conoscenza mutevole, e “svegli”, ovvero colore che comprendono il logos (legge immutabile della realtà) e intraprendono un percorso di conoscenza razionale. A riguardo possono essere citati i seguenti frammenti del filosofo:
“La maggior parte degli uomini non intende tali cose, quanti, in esse s’imbattono, e neppur apprendendole le conoscono, pur se ad essi sembra. “(frammento 17)DK
“La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi. “(frammento 88)DK

Per evitare aderire acriticamente alle informazioni che non rispecchiano la realtà bisogna cercare di riconoscere delle fake news attraverso delle strategie, ad esempio:

effettuare dei controlli attraverso la ricerca di fonti maggiormente attendibili: è possibile ricercare se una traccia della stessa notizia è riportata anche da fonti di notizie accreditate;

verificare la fonte/autore: una delle domande fondamentali da porsi quando ci si trova davanti ad una notizia è da dove provenga. Non tutte le fonti sono attendibili allo stesso modo poiché vi sono anche fake account, per questo si dovrebbe sempre cercare di risalire alla fonte originale o al nome dell’autore della notizia che si ha davanti. Una notizia letta sul sito web di un giornale ufficiale, si distingue da una notizia trovata su un blog o su un social;

controllare le immagini contenute all’interno dell’articolo: foto o immagini correlate alle notizie fake sono a loro volta false, ritoccate oppure, in alcuni casi, immagini reali utilizzate fuori dal loro contesto di appartenenza. Per effettuare una verifica, è possibile ricercare la stessa immagine tramite Google Images e confrontare i risultati con l’immagine contenuta nell’articolo.

Del resto, «dubium initium sapientiae est», il dubbio è l’inizio della sapienza (Cartesio). Pertanto, non credete a tutto ciò che vedete. Parola di scienziato.

Immagine riguardante i falsi miti che si stanno diffondendo a riguardo del nuovo Coronavirus con i relativi confronti con quella che è invece la realtà dei fatti.