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La tecnologia al servizio della salvaguardia delle foreste

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Photo by Arnaud Mesureur on Unsplash

Il 21 marzo si celebra la Giornata Internazionale delle Foreste, istituita dalle Nazioni Unite nel 2012.

Circa il 30% delle terre emerse del pianeta è coperto dalle foreste, ecosistemi fondamentali per la vita sulla Terra. Rappresentano infatti una fonte importantissima di ossigeno utilizzato da tutti gli organismi viventi e inoltre, attraverso la loro capacità di assorbire anidride carbonica, contribuiscono alla lotta contro il cambiamento climatico. Sono habitat per milioni di specie animali e vegetali che costituiscono l’80% della biodiversità terrestre. 

Purtroppo, negli ultimi anni il mondo sta perdendo le sue foreste a ritmi molto elevati. Le cause di questa enorme perdita sono da ricercare nelle attività di deforestazione (spesso illegale), di cambiamento nell’utilizzo del suolo e negli incendi che hanno pesantemente devastato vaste aree boschive in tutto il mondo soprattutto negli ultimi anni. 

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Nature, la foresta amazzonica nei prossimi anni potrebbe arrivare a produrre più anidride carbonica di quanta sia in grado di immagazzinarne, a causa di incendi e deforestazioni. 

Una situazione allarmante per tutti.

Questa emergenza ha spinto i ricercatori del PEFC International (Programme for the Endorsement of Forest Certification) a studiare dei meccanismi di monitoraggio delle foreste, basati su sofisticati sistemi tecnologici, che utilizzano reti di sensori comunicanti tra di loro in grado di fornire in tempo reale informazioni rilevanti per la sorveglianza dello stato di salute delle foreste. Il progetto, chiamato “Tree talker”, è partito nel 2018 e le prime sperimentazioni sul campo sono già in atto.  

Di questo programma ha parlato il segretario generale PEFC, Antonio Brunori, in occasione della IX edizione di Festa di Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza, nella sua conferenza “Foreste 4.0, come la tecnologia ci aiuta a parlare con gli alberi e a salvare le foreste dalla criminalità ambientale”.

Un intervento nel quale ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto “Tree talker” e come la tecnologia può essere d’aiuto nel monitoraggio e quindi nella salvaguardia di un patrimonio mondiale così importante come le nostre foreste.

In occasione della Festa di Scienza e Filosofia 2019, Antonio Brunori è stato anche intervistato dagli autori di Chiaroscuro e nella sua intervista ha approfondito il tema della sostenibilità della gestione boschiva.