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Coronavirus: ottimi risultati dal vaccino sviluppato a Oxford

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Roberto Burioni commenta i primi dati incoraggianti che arrivano dalla Gran Bretagna. Anche in questo caso bisogna essere cauti, ma contenti dei passi in avanti fatti contro il Covid-19.

Mentre il nostro paese è flagellato da una tempesta di sciocchezze antiscientifiche, la scienza va avanti e i risultati veri – non le scemenze autotranquillizzanti – arrivano e ci informano di importanti passi avanti nella lotta contro il coronavirus.

Sono stati appena pubblicati i risultati delle prime sperimentazioni del vaccino di Oxford, allo sviluppo del quale sta partecipando anche un mio giovane e bravissimo allievo, Giacomo Gorini, cosa che mi riempie di orgoglio.

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Un vaccino innovativo

Questa volta il vaccino è stato ottenuto “montando” con tecniche di virologia molecolare un pezzo del coronavirus su di un virus che colpisce le scimmie, reso innocuo per l’uomo. Anche in questo caso dobbiamo puntualizzare che nessun vaccino di questo tipo è attualmente utilizzato, per cui siamo in presenza di una “prima volta”.

In questo caso i numeri non sono trascurabili: oltre 1.000 pazienti studiati, metà hanno ricevuto il vaccino anticoronavirus, l’altra metà il vaccino tetravalente contro la meningite come controllo negativo.

I risultati sono ottimi. I vaccinati hanno sviluppato una risposta anticorpale intensa e neutralizzante. Sull’importanza e sui limiti di questo dato (ottimo) abbiamo già parlato commentando il vaccino di Moderna.

Gli effetti collaterali

Meno ottimi i risultati riguardanti gli effetti collaterali: pur non essendoci stato nessun guaio grosso, il vaccino sembra non essere sempre perfettamente tollerato, ci sarà da lavorare sulla definizione della dose.

Però, credetemi, anche in questo caso era difficile chiedere di meglio. Non stappiamo lo champagne neanche stavolta, ma c’è motivo di essere proprio contenti. Due vaccini su due sembrano promettenti. Alla faccia dei pessimisti.

Articolo di Roberto Burioni