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Salviamo il nostro pianeta

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Alla cortese attenzione di SERGIO MATTARELLA,

Presidente della Repubblica Italiana

Egregio Presidente Sergio Mattarella, ho deciso di indirizzare questa lettera a Lei, visto che è a capo del mio Stato. Le volevo parlare dei problemi ecologici che esistono da ormai diverso tempo, anche se non riguardano solo il nostro Paese, ma sono piuttosto a livello mondiale. Per mia conoscenza (a livello di informazioni tramite social, argomenti trattati a scuola ed eventi che hanno impatti sulla vita reale, come discussioni fatte tra persone, sul loro pensiero di cosa sia giusto o sbagliato sull’attuale situazione ecologica) mi sono fatta anch’io il mio pensiero e glielo vorrei esprimere.

Uno degli argomenti che bisogna affrontare giornalmente è quello alimentare, in quanto il mercato non punta a un prodotto di qualità ma di quantità, e non solo, perché le persone quando vanno a comprare un prodotto per prima cosa lo acquistano visivamente, cioè se un frutto o un ortaggio presenta una piccola imperfezione, dovuta a un ciclo naturale, il prodotto viene classificato di seconda categoria. Per avere un prodotto “migliore”, i produttori usano sostanze chimiche, per renderlo più vendibile e avere un raccolto maggiore, però questi pesticidi e concimi hanno un impatto molto dannoso, quindi non si elimina solo l’animale o insetto nocivo, ma anche quelli benefici come ad esempio le api, molto importanti per le impollinazioni di molte specie. La pericolosità di questi prodotti si presenta sia quando consumiamo i frutti, che quando vengono sparsi sulla pianta, contagiando l’aria, la terra e l’acqua e quindi avendo anche un forte impatto a livello ambientale. Infatti sempre più aziende, per cercare di migliorare questo problema, stanno puntando sull’agricoltura biologica, come secondo me dovrebbe essere, per avere un prodotto finito di qualità anche se avremo meno quantità, ma questa filosofia non fa parte del mercato delle grandi multinazionali, in quanto puntano al consumismo e ai grandi guadagni.

Un altro problema è lo smog, causato sia dai mezzi a motore, sia dalle industrie. Per risolvere questo tipo di problema alcuni paesi usano i biocarburanti, che sono derivati da oli vegetali e non minerali, ma qui in Italia sono vietati perché (secondo me) lo Stato, sui combustibili come benzina e diesel, ci guadagna ancora molti soldi. Un altro combustibile, con costo minore rispetto agli altri è il metano, non usato solo per gli automezzi ma anche per le cucine e le caldaie, considerato migliore degli altri due, ma leggendo sui social, è una delle componenti che crea l’effetto serra, cioè l’aumento della temperatura globale, quindi di conseguenza causa lo scioglimento dei ghiacciai e i cambiamenti climatici. Adesso per inquinare meno, stanno puntando verso l’energia elettrica, quindi macchine, riscaldamenti e cucine stanno diventando elettriche.
L’energia elettrica è un prodotto pulito, però bisogna fare in modo di crearla in maniera consona, diminuendo drasticamente l’impatto sull’ambiente, in quanto, già ora la nostra produzione tramite centrali idroelettriche e a carbone non è sufficiente al fabbisogno nazionale, infatti una parte viene acquistata dall’estero. Mi chiedo: “Se tutti i combustibili saranno sostituiti in maniera elettrica, dove la andremo a prendere tutta questa elettricità?”, visto che le centrali eoliche hanno un prezzo alto e ne servono molte per la produzione. La mia paura è che si possa ripetere, come qualche anno fa, un referendum per il consenso alla creazione di centrali nucleari in Italia, e per fortuna, ci sono stati più no che sì. Perché una centrale nucleare può creare dei problemi molto più gravi, e per risolverli ci vorrebbero centinaia e centinaia di anni, avendo un gravissimo e pesantissimo impatto ambientale. Basti pensare ai danni causati dalla esplosione della centrale di Chernobyl. A 35 anni dalla catastrofe il nostro pianeta ne paga ancora le conseguenze.

E ci sarebbero molti altri punti da affrontare con Lei:

la raccolta differenziata, che ha migliorato la qualità di smaltimento dei rifiuti, in quanto molti prodotti come carta, plastica e vetro vengono riciclati, quindi ci sono meno rifiuti da smaltire a impatto zero sull’ ambiente; la deforestazione dell’Amazzonia, che produce il 20% dell’ossigeno mondiale; i trasporti di merci pericolose come acidi, rifiuti radioattivi o il trasporto di petrolio tramite le navi, anche se raramente accadono incidenti che causano dei disastri ecologici, scatenati, per esempio, dalle esplosioni di petroliere in mare.

Con questo, credo che lo Stato italiano dovrebbe incentivare e sostenere tutte quelle attività che combattono per risolvere i problemi ambientali (come le aziende che producono prodotti biologici, per esempio) perché tutti i problemi legati all’ambiente sono stati causati dalla negligenza dell’uomo, quindi è nostro dovere e obbligo proteggere il nostro pianeta per le generazioni future, aiutandoci l’uno con l’altro.

In attesa di un Suo riscontro, voglia gradire i miei più cordiali saluti.

Alessia Zapponi

ALESSIA ZAPPONI
3c I.T.E. F. Scarpellini (Foligno)