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Eruzione vulcanica in corso sull’isola di La Palma

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L’eruzione del vulcano Cumbre Vieja ha già richiesto l’evacuazione di almeno cinquemila persone. Nessun danno per il Tng, il telescopio nazionale Galileo dell’Istituto nazionale di astrofisica, rimasto pienamente operativo anche la scorsa notte, fa sapere il direttore della struttura Ennio Poretti, ma alcune case sono state distrutte dalla lava, compresa quella della famiglia di una dipendente della Fundación Galileo Galilei, che gestisce il telescopio per conto dell’Inaf

Articolo della , del 20/09/2021

L’eruzione del vulcano Cumbre Vieja in corso da ieri, domenica 19 settembre, a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie, ha richiesto l’evacuazione di almeno cinquemila persone, e la Guardia Civil spagnola ha comunicato che nelle prossime ore si potrebbe arrivare a diecimila sfollati. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di non avvicinarsi alla zona dell’eruzione, mentre la lava continua ad avanzare lentamente verso la costa di La Palma, travolgendo alcune strade.

Sull’isola di La Palma, presso l’osservatorio del Roque de los Muchachos, si trova anche il più grande telescopio interamente italiano, il telescopio nazionale Galileo (Tng), dell’Istituto nazionale di astrofisica.

«L’eruzione del vulcano della Cumbre Vieja non è arrivata inaspettata, da parecchi giorni le autorità dell’isola avevano allertato la popolazione e predisposto il piano d’emergenza», ricorda il direttore del Tng, Ennio Poretti, attualmente sull’isola, in un messaggio inviato oggi ai dipendenti dell’Istituto. «Non ce la si aspettava forse così presto, ma comunque l’evacuazione di circa cinquemila persone si è svolta per tempo. Le bocche – se ne contano poco meno di una decina – si sono aperte lungo una frattura di 150 metri alle 14h10m UT di ieri, sabato 19 settembre, a un’altezza stimabile di 600-800 metri s.l.m.».

«La zona interessata», continua Poretti, «è nella regione sud-ovest dell’isola, pochi km a nord di quella del vulcano San Juan del 1949 (punto 6 nella mappa qui a fianco), e leggermente più a bassa quota. Non fu l’ultima, venne seguita da quella del Teneguía, nel 1971, nei pressi del faro di Fuencaliente, decisamente a sud (punto 7). Anche se è difficile fare previsioni, lo sbocco a mare di questa nuova eruzione, se ci arriverà, dovrebbe essere nelle vicinanze del faro de La Bombilla».

«Essendo molto più a sud e più basso dell’osservatorio del Roque de Los Muchachos (la grande struttura nel nord dell’isola, allungata a goccia fino al mare), il nuovo vulcano non sta al momento influenzando le osservazioni», spiega Poretti, riferendosi all’attività scientifica in corso al telescopio. «Il Tng è stato pienamente operativo la scorsa notte, ci auguriamo che continui così. L’evoluzione sul piano astronomico, principalmente di fumo e ceneri portati dal vento, è sotto sorveglianza da parte degli istituti presenti all’osservatorio del Roque de Los Muchachos. Purtroppo ben diverso è il destino delle case che la lava trova sul suo cammino. Ne ha già distrutte circa un centinaio e purtroppo, poche ore fa, anche quella della famiglia di una dipendente della Fundación Galileo Galilei [la fondazione che gestisce il telescopio per conto dell’Inaf, ndr]. Le siamo tutti vicini in questo difficile momento».

«Malgrado le difficoltà del momento, e augurandomi che non ci siano evoluzioni drammatiche», conclude Poretti, «manteniamo l’organizzazione dell’evento celebrativo dei 25 anni del Tng, previsto per il 19, 20 e 21 ottobre. Finora ci sono circa 40 iscritti provenienti dall’Italia, a cui si aggiungono i locali. L’aeroporto di La Palma è aperto».

LICENZA PER IL RIUTILIZZO DEL TESTO:

Articolo pubblicato su media.inaf.it, nelle sezioni In Evidenza e News.