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L’onda d’urto dell’uomo che corre

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Il telescopio spaziale Hubble ha ripreso questa immagine di HH 45. Questo oggetto si trova nella nebulosa Ngc 1977 che fa parte della nebulosa Uomo che corre, o Running Man Nebula. Hubble ha osservato questa regione per cercare getti stellari e dischi di formazione planetaria attorno a giovani stelle ed esaminare come il loro ambiente influisce sull’evoluzione dei dischi stessi

Articolo di , del 26/11/2021

Esiste una regione nel nostro cielo invernale particolarmente affascinante. La si trova facilmente una volta individuate le tre stelle della cintura di Orione, spostandosi poco più in basso, accanto alla spada del leggendario cacciatore. È quella della Nebulosa di Orione, una delle nebulose diffuse più brillanti del cielo notturno, visibile anche a occhio nudo. Se si arriva a vederla e magari a fotografarla, rapiti dalla sua bellezza si tende a trascurare ciò che le sta accanto. Ma basterebbe spostare lo sguardo leggermente più a sinistra per notare un’altra nebulosa molto particolare, quella dell’Uomo che corre, in inglese Running Man Nebula.

Il telescopio spaziale Hubble però non trascura niente e in questa immagine potete vedere le nubi luminose di gas e polvere risplendere in questa nebulosa.  In particolare, vedete HH 45, un oggetto del tipo Herbig-Haro: nebulose piuttosto rare che si verificano quando il gas caldo espulso da una stella appena nata si scontra con il gas e la polvere circostante,  a centinaia di chilometri al secondo, creando onde d’urto luminose.

In questa immagine, il blu indica l’ossigeno ionizzato (O II) e il viola mostra il magnesio ionizzato (Mg II). I ricercatori sono particolarmente interessati a questi elementi perché possono essere utilizzati per identificare shock e fronti di ionizzazione.

Questo oggetto si trova nella nebulosa Ngc 1977, che a sua volta fa parte dell’Uomo che corre, un complesso di tre nebulose. Ngc 1977 – come le sue compagne Ngc 1975 e Ngc 1973 – è una nebulosa a riflessione, il che significa che non solo emette luce propria ma riflette anche la luce delle stelle vicine, ricreando lo stesso effetto di un lampione che illumina la nebbia.

Hubble ha osservato questa regione per cercare getti stellari e dischi di formazione planetaria attorno a giovani stelle ed esaminare come il loro ambiente influisce sull’evoluzione di tali dischi.

Cogliamo l’occasione per darvi un aggiornamento sullo stato di salute del telescopio spaziale: domenica 21 novembre la Nasa ha ripristinato la Wide Field Camera 3 che sarà il secondo degli strumenti di Hubble, dopo l’Advanced Camera for Surveys, a riprendere le operazioni dopo la sospensione delle osservazioni avvenuta il 25 ottobre.  Si è scelto di ripristinare questo strumento perché rappresenta più di un terzo del tempo di osservazione del veicolo spaziale. Le modifiche ai parametri del sistema consentiranno agli strumenti di gestire diversi messaggi di sincronizzazione mancati. Verranno prima applicate a un altro strumento, lo spettrografo Cosmic Origins, per proteggere il suo rivelatore di ultravioletti lontani. Il team impiegherà diverse settimane per completare i test e caricare le modifiche sul telescopio spaziale.