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La questione ambientale nel nuovo film con Leonardo DiCaprio

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di Michela Ciabatta

Don’t look up è un film del 2021, diretto da Adam McKay, con protagonisti attori di fama mondiale come Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence.

La dottoranda di astronomia Kate (J. Lawrence), durante le sue ricerche, si imbatte in una cometa sconosciuta.

Dopo averla mostrata al suo professore, Randall Mindy (L. DiCaprio), i due scoprono che il corpo celeste si trova in direzione della Terra e prevedono una collisione distruttiva entro sei mesi.

Nonostante la scoperta devastante, la reazione della politica e del circo mediatico è pressoché nulla. Si decide di “attendere e accertarsi” come se questa fosse una delle tante notizie, uno dei fatti che giorno dopo giorno vengono dati e commentati sui social: questa catastrofe è analizzata come qualsiasi altra notizia, con i clic.

La storia cambia nel momento in cui degli studi evidenziano che la cometa contiene terre rare (ittrio, itterbio, lutezio e così via, il cui monopolio delle miniere è detenuto dalla Cina, e che vengono utilizzate all’interno degli apparecchi elettronici).

È evidente il parallelo tra come viene trattata questa catastrofe e la crisi climatica in corso: dalla presenza di DiCaprio che ormai interpreta, per sua stessa ammissione, solo film di tipo ambientale, al sostegno alla campagna per un taglio delle emissioni, e ancora alla snervante incapacità di comunicazione degli scienziati, fino al risvolto politico-economico che ogni situazione a rischio porta con sé.

Perché conosciamo il problema e abbiamo anche gli strumenti per risolverlo e quindi salvarci come specie, così dalla cometa come dal cambiamento climatico.