Presentazione del tema della IV Edizione di Festa di Scienza e di Filosofia

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di Pierluigi Mingarelli

Il tema della IV edizione di Festa di Scienza e di Filosofia – Virtute e Canoscenza sarà: Umano, Sensibile, Ignoto. Ancora una volta un tema molto ampio che abbraccia e riassume problematiche antiche, moderne e attuali riguardanti la conoscenza dell’uomo e in particolar modo la scienza.
Esso si riferisce alla conoscenza razionale, quale prerogativa principale dell’essere umano rispetto ai viventi e definisce aspetti e articolazioni della conoscenza.
Umano è il percorso attraverso il quale, in pochi secoli, è profondamente cambiata la visione scientifica del mondo e la concezione stessa della vita. Attraverso la scienza sono stati superati pregiudizi, sono stati conquistati migliori livelli di vita e sono state acquisite capacità più elevate di diffusione e di acquisizione della conoscenza e dell’informazione.
Umano è il continuo ricercare di oggi, nei laboratori e nei grandiosi apparati e nelle missioni astronautiche, di prove scientifiche che convalidino o falsifichino ipotesi e anche teorie concernenti la vita dell’uomo, al funzionamento del corpo umano, all’infinitamente piccolo e all’infinitamente grande.
È umana la meraviglia che spinge l’uomo a conoscere, la meraviglia come scintilla primaria della conoscenza appartiene al grande scienziato e all’uomo comune, perché entrambi sono di fronte alla complessità della vita e dell’Universo, in tutte le sue forme dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande.
Umano è il rovello del filosofo.
Sensibile è la realtà che si percepisce e s’indaga e si conosce, o si può percepire o si può indagare o si può conoscere, attraverso i sensi, il sensibile inteso come cose, oggetti e mondo percepiti e conosciuti, ” … il grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi …”come ha affermato Galileo Galilei nel Saggiatore, interpretato con il linguaggio della Matematica in cui è scritto. La qualità, la forma e la bellezza fisica appartenenti alle cose sensibili sono diverse dalla bellezza spirituale, morale, estetica, sensibile è ciò che, in quanto percepito e conosciuto per mezzo dei sensi, si distingue dall’intelligibile, ma da esso è reso teoria scientifica.
Ignoto è il futuro, che possiamo solo prevedere, prima di arrivarci, con gli strumenti del pensiero e della cultura.
Ignoto è il non conosciuto o il non ancora completamente conosciuto.
L’uomo è, da sempre, fortemente attratto dall’ignoto, nelle piccole e nelle grandi cose, nella sete di scienza come nella curiosità del bambino.
Ignoto è il destino dell’uomo, ignoto è l’infinito, tutto ciò che noi non conosciamo e non sappiamo spiegare. Interrogandosi sull’ignoto e formulando ipotesi scientifiche che sembravano non razionali l’uomo ha scoperto e sta scoprendo il codice della vita, ha scoperto e sta scoprendo i costituenti elementari della materia e ha ipotizzato addirittura l’esistenza dell’antimateria e dell’antienergia.
Negli elementi fondanti di alcune religioni l’ignoto è definito mistero e verso di esso si rivolge la fede.
L’indagine sull’ignoto genera spesso dubbio, che a sua volta riproduce curiosità e ricerca.
A mano a mano che l’uomo ha conosciuto e conosce la realtà, sé stesso e il mondo attorno a sé, di fronte al non ancora conosciuto e a ciò che pensa di non poter mai conoscere, in ogni tempo e in ogni parte del mondo, ha avvertito e avverte, la necessità di avere e dare risposte alla domanda sul “senso” delle cose e della sua stessa esistenza; è umano il suo continuo interrogarsi sulla “verità delle cose”, a partire dall’esperienza e dagli accadimenti della sua vita.
La ricerca della conoscenza è la reazione dell’uomo contro il proprio destino volto alla fine della vita, una competizione contro l’ignoto, una forma di ribellione con l’uso della ragione che ha permesso e permette all’umanità di trionfare sulle forze delle tenebre, sui pregiudizi e sulla superstizione.
Nelle differenti culture affermatesi e avvicendatesi nella storia si trovano alcuni interrogativi di fondo che caratterizzano, sia da punto di vista individuale che collettivo, l’esistenza umana e che trovano espressione nella letteratura, nell’arte, nelle religioni: chi sono? da dove vengo e dove vado? perché la presenza del male? che cosa ci sarà dopo questa vita?
Umano, sensibile, ignoto descrivono la necessità e l’amore per la conoscenza che hanno caratterizzato la storia e la vicenda umana di migliaia di millenni, tratteggiano l’inquietudine della mente umana e l’insaziabile curiosità di ricercare le cause dei fenomeni e di non accontentarsi dell’autorità di un mondo di carta e caratterizzano, oggi in modo peculiare, la nostra modernità.
… In queste mie tenebre non posso dar quiete all’inquieto mio cervello …“, così Galileo Galilei scriveva, vecchio e quasi cieco, prigioniero nella sua casa di Arcetri dopo l’abiura.

Festa di Scienza e di Filosofia – Virtute e Canoscenza sarà, di nuovo, occasione di confronto sui temi di maggiore attualità e rilevanza scientifica e filosofica, in un periodo caratterizzato da grande indecisione e incertezza e, soprattutto, per le giovani generazioni, ma anche da convulso cambiamento che riguarda ambiti fondamentali per la conoscenza umana, lo sviluppo economico e la convivenza sociale.

L’edizione 2014 di Festa di Scienza e di Filosofia – Virtute e Canoscenza manterrà ed esalterà la caratteristica di essere un appuntamento per studiare il presente e guardare al futuro con l’ottimismo del sapere.
Si rafforzerà il carattere dell’incontro, della festa fra scienziati, filosofi, pubblico e, soprattutto, giovani, insieme a quello rigoroso della ricerca e del confronto scientifico e filosofico.

Ancora una volta quattro eminenti personalità hanno dato, come referenti scientifici e culturali, Festa di Scienza e  Filosofia:
Edoardo Boncinelli, fisico e genetista;
Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo;
Silvano Tagliagambe filosofo;
Roberto Battiston, fisico.

L’edizione 2014 sarà così strutturata:
1. l’articolazione degli ambiti culturali a cui fanno riferimento le conferenze in quattro grandi aree scientifiche e filosofiche:
Scienza e Fede
Cervello e Mente
Semplice e Complesso
Il Tempo

2. La specificità delle conferenze dedicate alle scuole.

3. L’ampliamento delle occasioni di confronto fra la cultura scientifica e filosofica di altre parti del mondo con quelle italiane.

4. La partecipazione di scienziati diretti protagonisti delle acquisizioni più recenti della scienza moderna in molteplici campi.

5. La possibilità di individuare veri e propri percorsi che attraversano le diverse aree: le conferenze di scienziati, di filosofi, le conferenze in medicina, le conferenze dedicate alla Fisica, quelle dedicate alla Biologia, alla Matematica, alla comunicazione scientifica, i dibattiti e i confronti a più voci, fra religiosi e laici, fra scienziati italiani e stranieri.

Lo chiamano «il pianoforte di Einstein»

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Nel saggio di Antonella Gasperini e Marco Ciardi l’inedita storia del pianoforte regalato dal fisico Albert Einstein alla sorella Maja nel 1931, passato nelle mani del pittore Hans Joachim Staude e oggi custodito nella sala centrale della biblioteca dell’osservatorio astrofisico di Arcetri. Una storia di musica fra le vicende di scienza e politica che hanno trasformato il Novecento

Articolo di , pubblicato il 06/05/2021

Blüthner 51833. Come la designazione alfanumerica di un corpo celeste. Anche se il corpo – nero – in questione è un pianoforte. Un pianoforte molto speciale.

Blüthner è il costruttore tedesco che ha servito musicisti del calibro di Brahms, Mahler, Bartók, Debussy, Wagner, Tchaikovsky, Shostakovich e Rachmaninoff – un pianoforte Blüthner di proprietà degli Abbey Road Studios a Londra è stato utilizzato dai Beatles per l’incisione di Let It Be e The Long and Winding Road.

51833 è il numero di matricola dello strumento. Quello costruito a Lipsia nel 1899 e oggi custodito nella sala centrale della biblioteca dell’osservatorio astrofisico di Arcetri.

Per tutti è «il pianoforte di Einstein». E certo è questa la ragione per cui anche Antonella Gasperini Marco Ciardi, che alle vicende di questo peculiare oggetto hanno dedicato tempo e studio, hanno titolato Il pianoforte di Einstein. Vita e storie in bilico tra Firenze, Europa e America il saggio a loro firma appena uscito per i tipi di Hoepli. Un libro che racconta l’inedita storia del Blüthner regalato dal fisico Albert Einstein alla sorella Maja nel 1931, poi passato nelle mani del pittore Hans Joachim Staude.

Se oggi il prezioso strumento si trova in questa sede storica dell’Istituto nazionale di astrofisica è grazie all’interessamento di Francesco Palla, direttore dell’osservatorio dal 2005 al 2011, prematuramente scomparso nel gennaio del 2016. Venuto casualmente a conoscenza dell’esistenza del pianoforte, Palla si è appassionato alle vicende dello strumento e a quelle dei personaggi che vi si riunivano intorno, favorendone l’arrivo ad Arcetri nella primavera del 2016.

Ciardi e Gasperini, attraverso fonti storiche, epistolari e immagini, ricostruiscono la storia di uno strumento particolare «con una storia e un passato unici». Staude lo riceve nel 1939 dall’amica Maja Einstein quando lei è costretta a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Per la stessa Maja il pianoforte è un dono del fratello Albert. «È arrivato il pianoforte! E che pianoforte! Se tu sentissi come suona! La sua voce è stupenda, così flessibile… non me lo sarei mai sognato!» scrive a un’amica.

Tutto si svolge nel raggio di pochi chilometritra Firenze e la campagna toscana. È qui che Staude trascorre la gran parte della sua vita. È qui che Maja decide di mettere radici con il marito Paul Winteler. Seguendo il filo rosso della passione per la musica che lega i fratelli Einstein come Maja e Staude che al pianoforte suonano insieme, gli autori del saggio ricostruiscono gli intrecci di vicende personali, i rapporti degli Einstein con l’Italia, con Firenze e, in particolare, con il Convento di San Francesco a Fiesole, fino a restituire l’intera complessità del contesto culturale che anima il capoluogo toscano tra gli anni venti e gli anni cinquanta del Novecento.

Il lettore scopre così un lato poco conosciuto del padre della relatività, descritto come un giovane pasionario della musica e capace di intrufolarsi dalla vicina di appartamento quando riconosce una sonata per piano di Mozart eseguita con maestria. E certo non manca qualche giudizio caustico sul repertorio classico, degno del migliore Franco Battiato di Bandiera bianca: «Händel mi piace sempre – anzi, lo trovo perfetto – ma ha una certa superficialità. Per me Beethoven è troppo drammatico, troppo personale».

Il pianoforte che dà il titolo al libro arriva a metà della storia che Marco Ciardi e Antonella Gasperini ricostruiscono con pazienza. Già le nubi si addensano a oscurare il cielo e la Seconda Guerra Mondiale è alle porte. Poi la partenza dei coniugi Winteler per gli Stati Uniti: «Prima della mia partenza non trovo la calma né interiore, né esteriore per affrontare lunghe disquisizioni. Domenica verranno a mangiare tutti gli Staude e sarà anche la festa di addio», scrive ancora Maja. Forse è in quell’occasione che il pianoforte di Einstein viene affidato agli Staube perché lo custodiscano durante la loro assenza.

Un paio d’anni dopo la morte di Michele Besso – Besso che fu prima collega e amico intimo di Albert Einstein negli anni in cui entrambi lavoravano all’ufficio brevetti di Berna, poi grazie al matrimonio con Anna Winteler, cognata di Maja, anche suo parente – il figlio Vero si recò in visita alla famiglia Staude. Aveva sentito a lungo parlare dello splendido Blüthner che Albert aveva regalato a Maja nel 1931 e, probabilmente, come erede legittimo della famiglia avrebbe avuto piacere di conservare personalmente quel ricordo. Pare che Hans “Anzio” Joachim Staude lo abbia ricevuto con la massima gentilezza lo abbia condotto nella stanza da musica e, con il cuore tremante, gli abbia parla a lungo dei bei tempi andati e della profonda amicizia che lo legava a Maja Einstein. «Vedo che non è possibile» commentò e se andò lasciando il pianoforte dov’era.

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L’irresponsabilità dei responsabili

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Gentile Presidente Bolsonaro,

a scriverLe è una studentessa di un istituto tecnico economico italiano. Mi chiamo Melisa e ho 17 anni, di conseguenza faccio parte non soltanto del futuro di questo Paese europeo, ma come milioni di altri giovani, anche dell’avvenire dell’intera umanità. Ritengo dunque sia mio obbligo etico-morale farLe presente la grave questione che da anni ormai è una scheggia nel fianco dell’uomo contemporaneo.

Siamo il prodotto di due rivoluzioni industriali, di due guerre mondali, di una guerra fredda e di innumerevoli rivoluzioni tecnologiche che ormai hanno delineato il nostro quotidiano e stanno architettando il nostro futuro. Ma nel percorso di queste evoluzioni l’uomo moderno ha perso di vista quello che per primo gli fu regalato, quello che forse ha di più caro, e se non di più caro, ciò che gli risulta strettamente e strutturalmente necessario per la vivenza, anzi sopravvivenza: la natura, dove tutto ha origine e dove tutto, prima o poi, fa ritorno.

Lei ormai ha una certa età, forse non si interessa dell’avvenire, pensando che lei non ci sarà. Eppure è il Presidente di uno dei più vasti Stati del mondo. È questo che La dovrebbe differenziare da coloro che pensano in modo superficiale del futuro, consolandosi dei loro sbagli ambientali e ripetendosi che loro non saranno presenti quando tutto cadrà a pezzi e sarà troppo buio, letteralmente a causa dello smog, per vedere il cielo. Il tempo è già impazzito: molti non hanno mai visto le stelle, città intere della Cina immerse nello smog, la foresta amazzonica incendiata, l’Antartide che si scioglie ogni giorno un po’ di più.

Per non parlarLe delle alluvioni, delle siccità, uragani, tempeste e altre conseguenze del cambiamento climatico che sicuramente lei conosce, ma a quanto pare, non sono una Sua priorità. Per questo motivo Lei fra altri uomini di potere si merita questa lettera. La Sua responsabilità risiede in quello che fa, ma soprattutto in quello che non sta facendo. Non c’è più una barriera corallina, il pesce che Lei mangia si nutre della plastica che non si fa problemi a buttare nell’oceano. I diritti fondamentali dell’uomo sembrano essere un ospite indesiderato nel Suo Paese, ma sembra che voglia sradicare anche i polmoni della terra dalle proprie radici.    Come vuole sopravvivere?

MELISA XHANI
3c I.T.E. F. Scarpellini (Foligno)

 

Lettera a Papa Francesco

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Papa Francesco,
mi rivolgo a Lei per discutere di una tematica molto importante e ricorrente al giorno d’ oggi. Il tema sull’ambiente sta richiamando sempre più la nostra attenzione. Questo perché le nuove generazioni si stanno dimostrando sempre più sensibili alla questione ambientale. Il mondo sta soffocando, viene strozzato ogni giorno da tonnellate di plastica, dai rifiuti che finiscono in mare, da decisioni sbagliate. Solo in Italia ogni anno compriamo 9 miliardi di bottiglie di plastica e nel Mar Mediterraneo, che rappresenta appena l’1% della acqua mondiali, si concentra ben il 7% della plastica globale. Nel mare da cui arrivano i pesci prelibati che mangiamo a cena, finiscono ogni giorno più di 700 tonnellate di plastica. Una quantità che se si prova a immaginarla, non ci si riesce.

La cosa più allarmante è che la responsabilità non viene sentita da tutti i cittadini allo stesso modo. La gente si fa scivolare questo problema di dosso, lo scansa come se non fosse roba sua, lo evita come se non riguardasse chiunque su questo pianeta. Forse non tutti sanno che il mondo in cui viviamo è un mondo patogeno, che l’aria, l’acqua e il cibo nella maggior parte dei casi sono inquinati, che per gran parte della popolazione, l’alimentazione è squilibrata e povera di sostanze nutrizionalmente essenziali, che i cibi che mangiamo, i vestiti che indossiamo possiedono microplastiche. Nei mari abitano pesci deformati, i cui corpi crescono e si sviluppano intorno a lacci o reti, le tartarughe inghiottono le buste di plastica scambiandole per meduse, dentro gli stomaci di alcuni uccelli vengono trovati residui di plastiche.

Se ci spostiamo sulla terra ferma, le cose non sembrano migliorare: parliamo della deforestazione, dello sfruttamento delle risorse naturali a scapito dell’ambiente, dell’intervento barbarico dell’uomo sui paesaggi naturali, di zone rurali trasformate in zone industriali. E non si dimentichino le polveri sottili dello smog che respiriamo ogni giorno semplicemente camminando per strada. Alcune decisioni prese dall’alto sicuramente spingono nella giusta direzione: la raccolta differenziata, il blocco delle macchine e le domeniche ecologiche. Pochi si rendono conto che sono anche i piccoli gesti quotidiani che possono cambiare le cose o che, perlomeno, possono tentare di arginare il problema: limitare l’uso della plastica, per esempio, o utilizzare bottiglie di vetro, o evitare di buttare le cicche delle sigarette per terra.

Alcune sono regole di civiltà, altre sono abitudini che dobbiamo imparare a fare nostre. Ed è proprio sull’abitudine, a mio avviso, che l’attenzione deve spostarsi. È proprio sull’educazione che bisogna focalizzarsi affinché alle nuove generazioni risulti normale fare la differenziata, chiudere l’acqua mentre si fa la doccia, raggiungere un posto a piedi invece di prendere la macchina. Le abitudini sono difficili da modificare, per questo motivo la cosa più intelligente da fare è abituare i bambini a comportarsi in un certo modo, per far sì che possano camminare nel mondo senza distruggerlo. L’obiettivo dovrebbe essere quello di far salvaguardare loro la terra senza che se ne rendano conto. Agire in modo spontaneo è, probabilmente, il modo più efficace.

LORENZO BASTIDA
5 Liceo Scientifico G. Marconi (Foligno)

Lettera per Greta Thunberg

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Cara Greta, sei ormai diventata una celebrità della terra, grazie a te siamo riusciti a farci ascoltare. La terra è la nostra casa e non mi piace avere casa sporca. La cosa che mi ha colpito di più è la tua devozione per l’ambiente, hai creato il “Fridays for Future” (uno sciopero per il cambiamento climatico e le problematiche ambientali). Bisogna al più presto cambiare qualcosa, altrimenti ci saranno gradi distruzioni per la nostra casa.

Già le temperature si stanno alzando, registrando dati mai visti, la plastica sta invadendo gli oceani abiti dai pesci che confondendo la plastica con il cibo la mangiano, e a sua volta i pesci arrivano nelle nostre tavole. Una delle cose che non sopporto sono i rifiuti nelle campagne, mi piace molto camminare nei boschi per godermi un po’ di natura, ma quando inizi a vedere i materassi o le gomme delle auto gettate come se non fosse nulla, questo mi fa proprio arrabbiare.

I miei genitori mi hanno raccontato che da ragazzi, quando era estate, andavano a farsi un bagno sul fiume sotto casa: quel fiume che anni fa aveva un’acqua limpida, ora a vederlo sporco e inquinato mi fa riflettere sulla gravità della situazione. Spero vivamente che nel corso di questi anni si riuscirà a risolvere questo problema, grazie anche a te, Greta, che stai portando la nostra voce anche alle persone più potenti della terra.

FRANCESCO MARIA MARCHETTI
3asa Liceo Scientifico G. Marconi (Foligno)

Elon Musk for the environment

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Good evening Mr. Elon Musk , we all know you are an American multi millionaire and businessman. When you were younger you established or co-founded many brands like Paypal, but you are famous around the world thanks to SpaceX, for interplanetary space, Tesla for the automotive world, and for renewable energy with Solar City. Your dedication to reduce the emissions of carbon dioxide and pollution has recently led you to give a sum of 100 Million dollars <<for best carbon capture technology>>. Moreover, SolarCity is one of the best American companies for photovoltaic installation to use solar energy. In addition to this, you have also promoted the creation of space rockets, like Falcon 9, which have some parts of the launch system ( first stage and fairings) with the possibility to be re-used to reduce the Energy for creation from scratch. Elon Musk, you have also developed your Tesla cars with a high-performance total electric system to eliminate CO2 emissions. So, your interests broaden out to many fields and I think it is appropriate to ask:

-You are connected to the most innovative areas of high importance, so what are your projects to reduce carbon dioxide in your future projects?

-In addition to the substantial sum already made available, are you planning to promote further financial support with reference to the environment?

-The missile world is very fascinating but has various negative aspects, so, how do you plan to solve the problem of space and terrestrial pollution due to the various launches? For instance, are you planning to employ more sustainable fuels?

-Current electric cars are an effective way to fight air pollution, but the downside is their high price, which can’t be afforded by everyone. What about designing a Tesla model of an utilitarian car so as to promote the purchase of these cars among common people too? Do you think this will be feasible or not?

– It is also well known that another way to fight global warming is to reduce toxic industrial waste, which endangers wildlife and the environment. So, are you considering making all your companies one hundred percent green?

Last but not least, I would like to thank you for the great deal of initiatives about the environment, the technological field and the medicinal one, because they all generally convert into reality.

Thank you very much for your attention.

SIMONE CECCARELLI
3bls I.I.S. G. Mazzatinti (Gubbio)

Salviamo il nostro pianeta

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Alla cortese attenzione di SERGIO MATTARELLA,

Presidente della Repubblica Italiana

Egregio Presidente Sergio Mattarella, ho deciso di indirizzare questa lettera a Lei, visto che è a capo del mio Stato. Le volevo parlare dei problemi ecologici che esistono da ormai diverso tempo, anche se non riguardano solo il nostro Paese, ma sono piuttosto a livello mondiale. Per mia conoscenza (a livello di informazioni tramite social, argomenti trattati a scuola ed eventi che hanno impatti sulla vita reale, come discussioni fatte tra persone, sul loro pensiero di cosa sia giusto o sbagliato sull’attuale situazione ecologica) mi sono fatta anch’io il mio pensiero e glielo vorrei esprimere.

Uno degli argomenti che bisogna affrontare giornalmente è quello alimentare, in quanto il mercato non punta a un prodotto di qualità ma di quantità, e non solo, perché le persone quando vanno a comprare un prodotto per prima cosa lo acquistano visivamente, cioè se un frutto o un ortaggio presenta una piccola imperfezione, dovuta a un ciclo naturale, il prodotto viene classificato di seconda categoria. Per avere un prodotto “migliore”, i produttori usano sostanze chimiche, per renderlo più vendibile e avere un raccolto maggiore, però questi pesticidi e concimi hanno un impatto molto dannoso, quindi non si elimina solo l’animale o insetto nocivo, ma anche quelli benefici come ad esempio le api, molto importanti per le impollinazioni di molte specie. La pericolosità di questi prodotti si presenta sia quando consumiamo i frutti, che quando vengono sparsi sulla pianta, contagiando l’aria, la terra e l’acqua e quindi avendo anche un forte impatto a livello ambientale. Infatti sempre più aziende, per cercare di migliorare questo problema, stanno puntando sull’agricoltura biologica, come secondo me dovrebbe essere, per avere un prodotto finito di qualità anche se avremo meno quantità, ma questa filosofia non fa parte del mercato delle grandi multinazionali, in quanto puntano al consumismo e ai grandi guadagni.

Un altro problema è lo smog, causato sia dai mezzi a motore, sia dalle industrie. Per risolvere questo tipo di problema alcuni paesi usano i biocarburanti, che sono derivati da oli vegetali e non minerali, ma qui in Italia sono vietati perché (secondo me) lo Stato, sui combustibili come benzina e diesel, ci guadagna ancora molti soldi. Un altro combustibile, con costo minore rispetto agli altri è il metano, non usato solo per gli automezzi ma anche per le cucine e le caldaie, considerato migliore degli altri due, ma leggendo sui social, è una delle componenti che crea l’effetto serra, cioè l’aumento della temperatura globale, quindi di conseguenza causa lo scioglimento dei ghiacciai e i cambiamenti climatici. Adesso per inquinare meno, stanno puntando verso l’energia elettrica, quindi macchine, riscaldamenti e cucine stanno diventando elettriche.
L’energia elettrica è un prodotto pulito, però bisogna fare in modo di crearla in maniera consona, diminuendo drasticamente l’impatto sull’ambiente, in quanto, già ora la nostra produzione tramite centrali idroelettriche e a carbone non è sufficiente al fabbisogno nazionale, infatti una parte viene acquistata dall’estero. Mi chiedo: “Se tutti i combustibili saranno sostituiti in maniera elettrica, dove la andremo a prendere tutta questa elettricità?”, visto che le centrali eoliche hanno un prezzo alto e ne servono molte per la produzione. La mia paura è che si possa ripetere, come qualche anno fa, un referendum per il consenso alla creazione di centrali nucleari in Italia, e per fortuna, ci sono stati più no che sì. Perché una centrale nucleare può creare dei problemi molto più gravi, e per risolverli ci vorrebbero centinaia e centinaia di anni, avendo un gravissimo e pesantissimo impatto ambientale. Basti pensare ai danni causati dalla esplosione della centrale di Chernobyl. A 35 anni dalla catastrofe il nostro pianeta ne paga ancora le conseguenze.

E ci sarebbero molti altri punti da affrontare con Lei:

la raccolta differenziata, che ha migliorato la qualità di smaltimento dei rifiuti, in quanto molti prodotti come carta, plastica e vetro vengono riciclati, quindi ci sono meno rifiuti da smaltire a impatto zero sull’ ambiente; la deforestazione dell’Amazzonia, che produce il 20% dell’ossigeno mondiale; i trasporti di merci pericolose come acidi, rifiuti radioattivi o il trasporto di petrolio tramite le navi, anche se raramente accadono incidenti che causano dei disastri ecologici, scatenati, per esempio, dalle esplosioni di petroliere in mare.

Con questo, credo che lo Stato italiano dovrebbe incentivare e sostenere tutte quelle attività che combattono per risolvere i problemi ambientali (come le aziende che producono prodotti biologici, per esempio) perché tutti i problemi legati all’ambiente sono stati causati dalla negligenza dell’uomo, quindi è nostro dovere e obbligo proteggere il nostro pianeta per le generazioni future, aiutandoci l’uno con l’altro.

In attesa di un Suo riscontro, voglia gradire i miei più cordiali saluti.

Alessia Zapponi

ALESSIA ZAPPONI
3c I.T.E. F. Scarpellini (Foligno)

Salviamo questo mondo

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Cara Greta Thunberg,
le scrivo questa lettera per trattare di un tema molto importante: il cambiamento climatico e l’inquinamento. Ammiro molto il suo interesse per questo grave problema, nonostante la sua giovane età. Nel mio piccolo cerco di contrastare questo fenomeno molto attuale, che in pochi anni sta diventando sempre più grave e le conseguenze legate a tutto ciò sono molto preoccupanti. Tra le più gravi troviamo l’incremento delle ondate di calore e di periodi di intensa siccità, di aumento delle alluvioni, tempeste e uragani. Anche lo scioglimento dei ghiacciai (sia nell’Artico, sia in Antartide) legato a questo surriscaldamento non è da sottovalutare, infatti gli effetti che questo fenomeno ha sull’ecosistema sono drammatici; migliaia di animali stanno morendo.

Ovviamente tutto ciò è causato dalle attività dell’uomo come l’immissione in atmosfera di gas serra e altre sostanze inquinanti. Vista la mia preoccupazione riguardo tutto ciò, cerco anche io di fare qualcosa, per esempio quando mi devo spostare, se possibile utilizzo mezzi di trasporto sostenibili. Fin da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato le semplici regole quotidiane per contrastare questo problema, per esempio cerco di sprecare meno acqua possibile; ogni volta che mi faccio la doccia o lavo i denti spengo sempre l’acqua quando non è necessaria.

Un’altra cosa che io e la mia famiglia facciamo quotidianamente è la raccolta differenziata e cerchiamo di acquistare quanto possibile prodotti alimentari a “km 0”, per evitare lunghi trasporti. Io credo che tutti dovrebbero fare qualcosa per salvaguardare il nostro pianeta anche perché la terra è solo una, purtroppo non ne abbiamo a disposizione un’altra quindi non possiamo continuare a distruggerla o anche solo a pensare che la questione non ci riguardi perché siamo tutti artefici di questo problema e tutti nelle nostre piccole azioni possiamo salvare il pianeta!

Spero che leggerà la mia lettera…
Distinti saluti,
Alessio Caggiano

ALESSIO CAGGIANO
3c I.T.E. F. Scarpellini (Foligno)

Giovani in pista, c’è un’Italia da salvare!

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Illustrissimo Presidente,

siamo due studentesse del “Liceo Scientifico G. Mazzatinti” di Gubbio, Le scriviamo a proposito della situazione ambientale della nostra Nazione.

Per prima cosa ci tenevamo a ringraziarLa per la fiducia da Lei riposta nei confronti di noi giovani, futuri cittadini, e per le sue continue esortazioni che spingono le nuove generazioni a far fronte alla questione ambientale e al rispettivo cambiamento climatico.  Lei ha opportunamente ricordato, in un discorso di fine anno (nel quale ha sottolineato quanto noi ragazzi abbiamo profondamente compreso l’urgenza della situazione), che non ci è più concesso rimandare un problema importante come quello ambientale, la cui risoluzione non solo sarebbe utile per la salvaguardia della natura, ma anche per lo sviluppo della ricerca scientifica. Volevamo ringraziarLa, inoltre, per non perdere mai occasione di ricordare a noi tutti quanto sia importante prenderci cura della natura che ci circonda e di limitare al massimo il suo sfruttamento.

Ogni anno la giornata nazionale dell’ambiente, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972, che ricorre in data 5 Giugno, affronta un tema differente che mette in evidenza un aspetto caratteristico del contesto climatico mondiale. In occasione del 5 Giugno 2017, il cui tema era la biodiversità con lo slogan “è il momento per la natura”, Lei ha definito la biodiversità come ricchezza dell’ambiente di vita che ci circonda, sottolineando quanto sia importante proteggere e ristabilire la biodiversità. In questo modo si dà valore alla vita, se tutto questo non venisse fatto, i cambiamenti climatici arriverebbero a noi come calamità. Oltre alle quotidiane azioni rispettose nei confronti dell’ecosistema, è stato riscontrato quanto ci sia una stretta connessione tra le persone e la natura: questo dimostra quanto sia costruttivo ed essenziale il rispetto della legalità, il rifiuto della violenza, l’uguaglianza sociale e la sicurezza delle popolazioni, in modo che si possa creare un’economia stabile e allo stesso tempo sostenibile.

Prima di concludere, volevamo rivolgerLe alcune domande; per prima cosa ci chiedevamo, dal momento che molti ritengono che noi giovani siamo il futuro del paese, come possiamo contribuire a salvaguardare l’ambiente che ci circonda? Terminata l’emergenza sanitaria, lo Stato ha in mente progetti o manifestazioni che coinvolgano tutti gli italiani in collaborazione con le associazioni nazionali (AsviS, WWF, Fai) e non, per farci toccare con mano quanto l’uomo influenzi l’ambiente? Crede che l’Italia possa raggiungere almeno uno degli obbiettivi dell’Agenda 2030, nonostante la pandemia stia rallentando il raggiungimento di quest’ultimi? Pensavamo, dal momento che è stata inserita l’ora di Educazione Civica, che sarebbe utile creare anche un percorso teorico-pratico che coinvolga dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori, e che permetta a tutte le generazioni che stanno vivendo il contesto scolastico, di capire come interagire con l’ambiente che ci circonda.

Onorate di averLe scritto, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

ALESSIA URBANELLI
MARTINA RADICCHI
4bls I.I.S. G. Mazzatinti (Gubbio)

Lettera a Elon Musk

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Buonasera sono l’alunno Tomassini Alessandro del Liceo Scientifico Guglielmo Marconi 3 ASA.
Voglio scrivere questa lettera riferendomi ad uno degli uomini con una mente che guarda più al futuro del mondo di molte persone oggi. Le volevo dire, Signor Elon Musk, che personalmente apprezzo molto il suo lavoro di rendere nel mondo più diffuse le auto elettriche di quelle che consumano carburanti e inquinano molto di più, perché non solo tramite le sue auto elettriche si può avere una riduzione dell’inquinamento ambientale, ma anche una riduzione dell’inquinamento acustico, vista la bassa rumorosità delle sue auto.

Perciò mi auguro che lei riesca a sviluppare macchine con prezzi più abbordabili per molte persone che al giorno d’oggi non potrebbero permettersi, visti le ingenti somme di denaro necessarie per l’acquisto, in modo da diffonderne di più l’utilizzo e avere un mondo più pulito per noi e il nostro futuro.

ALESSANDRO TOMASSINI
3asa Liceo Scientifico G. Marconi (Foligno)

Salviamo l’Amazzonia

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Egregio Signor Presidente, ho sentito molto parlare di Lei: devo dire che è un personaggio decisamente in controtendenza con i valori in cui credo.

Negli ultimi giorni mi sono impegnato nel cercare il più possibile informazioni su di Lei e su cosa pensasse: già La conoscevo, ma ora ho un quadro più generale.
Oggi non sono qui per parlare di politica, bensì dell’ambiente.

Bene, come sa già (o forse no?), Lei ha il più grande patrimonio naturale nelle sue mani: l’Amazzonia. Per l’intero mondo è fondamentale, non a caso è chiamato “il polmone verde”, fornisce a noi un grosso quantitativo di ossigeno ed è la casa di milioni di specie animali e vegetali. Da quando è in carica non ha granché tutelato quest’area, famosa la recente serie di incendi dell’agosto 2019 di cui Lei è stato accusato pubblicamente dai media e anche da personaggi del calibro di Emmanuel Macron. L’Amazzonia “abita” nel Suo Paese, però questo non Le dà diritto di sradicare tutti gli alberi per coltivarci e allevarci: il Suo obiettivo è di maggiorare la produzione agricola e di allevamento, tuttavia c’è una cosa che va prima dell’economia, la nostra salute.

Per non parlare anche degli Indios, il cui diritto di appartenenza alla terra è garantito dall’articolo 231 della costituzione e nonostante ciò è costantemente minacciato dallo sfruttamento forestale, agro-pastorale e minerario.

Costanti sono anche i Suoi scontri con le organizzazioni ambientaliste non governative, come il WWF, essendo a detta Sua un ostacolo allo sviluppo produttivo del territorio e alla modernizzazione.

Inoltre, Lei ha annunciato di voler autorizzare l’estrazione di materie prime nella foresta amazzonica, ricca di oro, argento, ferro, rame e di miniere di tantalio, sostanza utile alla produzione di smartphone. I metodi con cui Lei estrae i metalli dal sottosuolo, però, sono altamente inquinanti poiché vengono usate sostanze come il cianuro e il mercurio. Nelle miniere a cielo aperto vengono addirittura utilizzati esplosivi per sbriciolare le rocce e le zone circostanti divengono aride e le falde acquifere vengono inquinate, mettendo così in pericolo la biodiversità. Tali estrazioni, per altro, a causa dell’impatto sul mercato della pandemia da Covid19, si stanno addirittura moltiplicando.

Nel 2020, la produzione di petrolio e gas naturale ha superato la soglia dei 4 milioni di barili al giorno. Sempre nell’agosto 2019, periodo degli incendi, sono stati contaminati oltre 2.250 chilometri di litorale del nord-est del Brasile, a causa del petrolio.

Anche il Rio delle Amazzoni è fortemente sfruttato: vi si contano più di quattrocento dighe che alimentano le centrali idroelettriche. Inoltre, ci sono tanti progetti in cantiere che implicano un aumento della deforestazione.

Per non parlare delle attività illegali che esportano, all’insaputa dell’IBAMA (Istituto Brasiliano Ambientale), migliaia di carichi di legname: nell’ultimo anno sono stati stimati circa 54.000 m3 di legno. Devo dire che dall’insediamento di Joe Biden alla presidenza statunitense, Lei è migliorato rispetto alla questione ambientale, promettendo di continuare la vostra partnership a favore dello sviluppo sostenibile e della protezione dell’ambiente. In aggiunta ha presentato i nuovi obiettivi nazionali e  dato la sua parola a mantenere l’accordo di Parigi, diversamente da quanto detto alle Sue elezioni per la presidenza del 2019.

Certo, non tutti la possono pensare come me, ad esempio i Suoi sostenitori. Gli esponenti della finanza e del mondo agrario, i cosiddetti fazendeiros, sono stati determinanti al momento delle Sue elezioni. Ognuno lotta per il proprio interesse, non lo metto in dubbio, però si deve capire che i fazendeiros non possono sradicare migliaia di ettari di terra per piantare e allevare.

Non ammonisco solo loro, complici sono anche l’Europa e gli Stati Uniti (per citare i due più grandi clienti), che importano dal Brasile grandi quantità di caffè e di carne, famosa la bresaola di zebù (da non confondere con la bresaola della Valtellina) che troviamo nei supermercati. Viviamo nell’era del consumismo, Stati Uniti in primis, nella quale tutti chiediamo più alimenti a scapito della Terra. E magari potrebbero essere proprio i governi dei suddetti “clienti” a tassarsi un minimo per ognuno, così da risarcire i mancati guadagni cui le imprese brasiliane andrebbero incontro rinunciando allo sfruttamento.

Spero infatti che Lei e i Suoi clienti vi accorgiate che l’Amazzonia è una risorsa del mondo, preziosa a tutti, la quale va tutelata e non distrutta come sta accadendo ormai da tempo. Stop ai land grabber, fazendeiros, taglialegna e minatori illegali: recano danni al suolo fortemente sfruttato.

In conclusione, mi auguro che Lei rivisiti le Sue idee non-ambientaliste e si sposti verso un orientamento Verde, per la salute delle generazioni future.

ELISON LICI
3c I.T.E. F. Scarpellini (Foligno)